Ancona – Contributi ai minori per fare sport

Un fondo comunale eroga 200 euro ad ogni ragazzo con Isee fino a € 5.500, 100 euro per Isee fino a 13.000 euro

Ancona, 28 ottobre 2021 – Torna il progetto Welfare Sport del quale in passato hanno già beneficiato oltre 200 minori anconetani. Si tratta di misure di sostegno per l’esercizio della pratica sportiva in favore dei minori residenti, contributi erogati secondo determinati criteri che negli anni scorsi hanno consentito a tanti ragazzi con famiglie in difficoltà economica di poter praticare lo sport in città.

Per questo progetto nel 2017/2018 erano state presentate 71 domande, mentre nel 2018—2019, 283. Valutata la corrispondenza con i criteri richiesti, sono stati ammessi al contributo 74 minori nel primo anno di attuazione e 140 nel secondo, consentendo loro di poter svolgere un’attività sportiva che altrimenti non avrebbero potuto frequentare.

I criteri necessari per la partecipazione al Progetto:

– Residenza delle famiglie beneficiarie nel Comune di Ancona;

– Presenza di uno o più soggetti minori di anni 18 anni all’interno del nucleo familiare partecipante;

– Isee del contesto familiare in cui il minore è inserito pari o inferiore ad € 13.000,00;

– Domanda di partecipazione presentata dalle famiglie residenti corredata, a pena di inammissibilità ed irricevibilità della stessa, dalla dichiarazione di Associazioni e/o Società Sportive, regolarmente iscritte al registro Coni, oppure affiliate ad un ente di promozione o ad una disciplina associata, attestante l’iscrizione del soggetto minore interessato alla propria pratica sportiva;

Il contributo sarà erogato per una sola disciplina sportiva a minore.

Diverse Associazioni e Società Sportive, regolarmente iscritte al registro Coni, oppure affiliate ad un ente di promozione o ad una disciplina associata, hanno manifestato la propria disponibilità a garantire uno sconto del 25% sulla quota annuale di iscrizione ai propri corsi, aderendo in tal senso all’iniziativa e rafforzandola.

Se la domanda verrà accolta, il contributo economico sarà corrisposto dal Comune di Ancona direttamente alle Associazioni e Società Sportive nell’ambito delle risorse disponibili e sarà pari a 200 euro per ogni minore, relativamente ai nuclei familiari con Isee inferiore o pari ad € 5.500,00; 100 euro per ogni minore, con riferimento ai nuclei familiari con Isee superiore all’importo di € 5.500,00 ed inferiore o pari € 13.000,00.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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