Ancona 1905 – Un deserto chiamato Miani

Un’iscrizione fasulla alla serie D e un Del Conero in stato d’abbandono: l’Ad ha fatto terra bruciata intorno a sé

Ancona – David Miani ha inoltrato la domanda d’iscrizione alla serie D entro i termini prestabiliti, ma senza allegare nessun documento richiesto: né la fideiussione da 31mila euro, né la tassa di 16 mila, né tantomeno l’attestato pagamento degli stipendi e contributi fino al 30 aprile, nonché lo stipendio netto di giugno più i premi ed il fondo di garanzia per i giocatori.

Con un simile quadro, cosa succederà all’Ancona? Verrà sicuramente bocciata dalla Co.Vi.So.D. il 24 luglio poi, entro il 26, potrà fare ricorso, che verrà discusso verso la fine del mese. Ma è fin troppo ovvio che al ricorso andranno allegati tutti i pagamenti di cui sopra, altrimenti il club dorico verrà escluso dalla serie D.

L’A.d. David Miani 

Ad oggi Miani non ha provveduto a saldare nulla del dovuto ai tesserati, nonostante abbia fatto sapere che due misteriosi sponsor siano pronti a versare circa 250mila euro nelle casse della società per permettergli l’iscrizione: sarà la solita sparata oppure un fondo di verità stavolta c’è?

In tutta franchezza credere a Miani è difficile, visto quello che ha combinato e dichiarato fin qui; senza contare che la cifra dei mister X del momento servirebbe a coprire circa la metà del debito sportivo: l’Ancona, grazie a Marinelli, è arrivata a pagare gli stipendi di febbraio e visto che ogni mese la spesa è di circa 150 mila euro lordi, in virtù di quello che abbiamo scritto sopra servirebbero almeno 600 mila euro. Subito!

Inutile pensare ad eventuali crediti che l’Ancona potrebbe vantare dalla Lega Pro che, se venissero elargiti, lo sarebbero soltanto in un secondo momento. Ammesso e non concesso che il club dorico, retrocesso ed inadempiente, ne abbia davvero titolo.

Sergio Schiavoni, mister Imesa

Una cosa è certa: non saranno gli imprenditori locali guidati da Sergio Schiavoni a salvare Miani e tutta la baracca. Mister Imesa è stato chiaro, i debiti sono ingenti e non ha nessuna intenzione di coprirli, né lui né i suoi colleghi d’impresa. Semmai si potrà ragionare su una ripartenza da zero, forse dall’Eccellenza, con un nuova società.

Gli ultras da questo orecchio non ci sentono, e dopo il comunicato di qualche settimana fa nella notte hanno attaccato uno striscione al Passetto, davanti al Monumento ai Caduti: “l’Us Ancona 1905 unico patrimonio e storia da salvare, imprenditori è ora dei fatti basta parlare!”

Un appello chiaro, destinato però a cadere nel vuoto. La Curva Nord, dal canto suo, è decisa a non seguire nessuna nuova Ancona. Nel caso che la società di Miani e Di Nicola sparisca si prospetta un bel braccio di ferro.

L’imprenditore romano Gianluca Ius

In questo quadro così poco idilliaco, è spuntato dal nulla l’imprenditore romano Gianluca Ius, già vicino all’Ancona nell’autunno del 2015: al tempo Ius fece un’offerta a David Miani che la rifiutò proponendogli in alternativa una sponsorizzazione che non andò in porto, non senza polemiche da entrambe le parti.

Negli ultimi due anni Ius ha vissuto qualche disavventura: arrestato e rilasciato (ma ancora indagato), dalla Guardia di Finanza per una storia di false fatturazioni e truffa ai danni dello Stato; è stato il presidente del Foligno fino a dicembre scorso, quando per lui si sono aperte le porte di Regina Coeli.

In questa fase estiva il Del Conero è diventato un deposito per pulmini e scuolabus

Il club umbro a gennaio è stato radiato dalla Figc per infiltrazioni mafiose. Ora, Ius sembrerebbe voglioso di tornare alla carica, anche se oltre ad una chiacchierata con l’avvocato Prioreschi non si è spinto. Si dice pronto a coprire il debito sportivo dell’Ancona, ma che per tuffarsi nell’avventura avrebbe bisogno del solito appoggio dell’imprenditoria locale. Una storia già sentita.

In attesa di ulteriori sviluppi, continuano gli allenamenti dei baby biancorossi agli ordini di Marco Arno al Del Conero, ormai trasformato in un deposito per pulmini, abbandonato alla sporcizia e senza elettricità. All’inizio del raduno erano in 19, oggi sono scesi a 14: ormai non ci credono più nemmeno loro!


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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