A Jesi al via i Giochi Europei della Scherma Integrata

Oggi corteo di apertura e primo workshop "Se lo Sport fa l'Europa". La nazionale italiana capitanata da Bebe Vio

Jesi, 4 settembre 2018 – Entrano nel vivo i Giochi Europei della Scherma Integrata, da ieri stanno arrivando a Jesi le delegazioni degli schermidori da 13 Paesi, insieme con la nazionale italiana di scherma paralimpica capitanata da Bebe Vio.

A sinistra, Bebe Vio capitano della rappresentativa azzurra ai Giochi Europei della Scherma Integrata a Jesi 

Oggi, prima giornata di allenamenti e seminari della settimana degli European Games of Integrated Fencing (Eugif). A partire dalle 9 al PalaTriccoli i cento atleti da tutta Europa iniziano i loro allenamenti con la nazionale italiana, in vista del torneo che si terrà venerdì e sabato mattina. Allenamenti e gare sono aperti al pubblico, tutti sono invitati a partecipare per vivere questo torneo inedito e unico che metterà tutti gli schermidori, normodati e disabili, in competizione alla pari, senza alcuna distinzione.

Alcuni componenti della nazionale italiana di Scherma Integrata

Alle 17.30 nella sala di Palazzo dei Convegni si terrà il primo incontro di approfondimento in programma, il workshop “Se lo sport fa l’Europa”. Lo sport, meglio dell’economia, come linguaggio per parlare ai cittadini europei e rispondere alla crisi dell’Unione Europea sarà il tema al centro del tavolo di lavoro coordinato dal professore ordinario di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna Fulvio Cammarano, con gli interventi previsti dell’europarlamentare Silvia Costa in collegamento da Bruxelles, del responsabile dei progetti comunitari e dirigente del Coni Marco Arpino Schoch, il prof. UniBo Nicola Sbetti, le campionesse olimpiche Valentina Vezzali e Elisa Di Francisca, la prima atleta a sventolare una bandiera europea sul podio alle Olimpiadi di Rio del 2016.

Alle 21.30 gli Eugif scendono in piazza con il corteo inaugurale. Gli atleti e i rappresentanti delle realtà sportive locali sfileranno lungo Corso Matteotti fino a Piazza della Repubblica dove si terranno i saluti ufficiali e il benvenuto della città agli schermidori.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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