A Cuccurano di Fano ultima riunione pugilistica dell’anno nelle Marche

Due gli spettatori illustri, Patrizio Sumbu Kalambay che vive a Senigallia e Luigi Minchillo residente a Pesaro

Fano, 21 dicembre 2021 – Si è svolta a Cuccurano di Fano l’ultima riunione pugilistica di quest’anno organizzata nella nostra regione. Sul ring allestito nel Palasport “Lorenzo Biagioni” si sono succeduti dieci incontri dilettantistici con atleti provenienti da palestre marchigiane e romagnole.

Cuccurano di Fano – da sx: Sumbu Kalambay, l’annuncer Kristel Talamonti, Joe Bulemì

Sugli spalti, due spettatori illustri e marchigiani di eccellenza ai quali il folto pubblico ha tributato un affettuoso applauso. I campioni internazionali di boxe: Patrizio Sumbu Kalambay che vive a Senigallia, campione italiano dei pesi medi nel 1985, campione mondiale WBA nel 1987 e campione europeo nel 1990; e Luigi Minchillo residente a Pesaro, campione italiano nel 1979 dei pesi superwelter, campione europeo nel 1981, medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo.

La kermesse, organizzata dalla società Boxing Miami di Fano diretta dal tecnico Joe Bulemì, è stata allietata dalle note di un fantastico sax suonato dal vivo dal maestro Daniele Mancini componente del celebre quartetto pesarese Rossini Street Quartet.

Prime a salire sul ring sono state le pugili Alessia Corradetti della Nike Fermo e Fabiana Merlini della Phoenix Boxe. Match molto combattuto al termine del quale è stata premiata l’apprezzabile tecnica e la convinta determinazione dell’atleta fanese Fabiana Merlini.

canotta blu Jamel Abroud, rossa Mirko Cervellera

Secondo incontro in evidenza è stato quello tra gli élite seconda serie 75 kg. Jamel Abroud della Pugilistica Jesina e Mirko Cervellera della Boxing Miami. Un match molto avvincente dove entrambi gli atleti non si sono risparmiati; notevoli le doti tecniche dei due che non hanno terminano il match a causa di una epistassi di Cervellera, con conseguente vittoria per r.s.c. ingjuri dell’abile jesino Abroud.

Altra vittoria per la Pugilistica Jesina diretta dal maestro Lorenzo Alessandrini: l’élite 69 kg. Diego Pellonara, in un match a senso unico sovrasta Silvio Malafronte della Miami Boxing. Alla seconda ripresa, dopo due conteggi a carico del fanese in evidente difficoltà, l’arbitro Gianluca Ellena decide saggiamente di interrompere l’incontro per r.s.c.

Match pari tra gli élite 60 kg. Nur Mujahed della Pugilistica Jesina e Sdankizi Parwaz della Bolognina Boxe. Verdetto probabilmente un po’ stretto per l’ottimo Mujahed che è apparso più mobile e offensivo.

Pugilistica Jesina; da sx: maestro Lorenzo Alessandrini, Jamel Abroud, Diego Pellonata, Davide Kolodziej, Nur Mujahed

Negli junior 60 kg. Giacomo Woch della Pugilistica Fabrianese vince ai punti sullo jesino Davide Kolodziej. Negli Youth 69 kg. Francesco Mazzoli della Rimini Boxe Biagini si impone ai punti su Luca Ciani della Edera Boxe Forlì in un match equilibrato. Negli élite 80 kg. Mattia Di Salvo vince a seguito di interruzione del match che appariva avvincente, per slogatura al polso di Simone Sembroni della Pugilistica Olympia. Massimo Palmieri della Polisportiva Riccione vince ai punti su Leonardo Parmegiani della Cluana Boxe negli élite 69 kg. Daniele Fiorente della Gordini Boxe Ravenna vince ai punti su Francesco Atzori della Edera Forlì, 75 kg. élite. Alessandro Mele della Bolognina Boxe vince ai punti su James Polveri della Boxe Ravenna, élite 75 kg.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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