A Civitanova Marche si torna a giocare a beach volley

Il prossimo 24 gennaio tappa del Campionato italiano femminile presso il centro sportivo Energym. Organizza l’asd King of the beach

Civitanova Marche, 13 gennaio –  Il beach volley torna a Civitanova Marche, con il Campionato Italiano per Società presented by Energia 4.0, il prossimo 24 gennaio presso il centro sportivo Energym organizzato dalla asd King of the beach.

È la novità della Federazione Italiana Pallavolo, un progetto che permetterà la partecipazione anche delle società di pallavolo indoor creando così una sezione beach volley, e partirà proprio nello stesso week end sia nelle Marche che in Lombardia. Una bella sorpresa di inizio d’anno proposta da Fulvio Taffoni, con la collaborazione dell’azienda di Corridonia Energia 4.0, che ancora una volta ha deciso di far si che Civitanova Marche sia al centro del beach volley italiano rappresentando le Marche al pari della più importante Lombardia.

Al centro sportivo Energym si svolgerà la tappa femminile suddivisa in tre categorie, Gold (aperta a tutti), Silver (coppie con meno 201 punti Fipav) ed Under 18 (nate nel 2004 e seguenti). È un nuovo percorso che prevede la libera partecipazione di società (indoor e beach volley) a vari tornei sul territorio nazionale che culmineranno in una finale nazionale (ipoteticamente a fine giugno).

Una delle condizione essenziali è che la coppia sia formata da atlete tesserate per la stessa società. Sono permessi prestiti per il beach volley secondo le modalità e regole che in questi giorni vengono pubblicate dalla Fipav. Qualsiasi informazione potrà essere richiesta scrivendo a: beachvolley@federvolley.it

Le iscrizioni dovranno essere inviate solo dalle società sportive e non direttamente dalle coppie, via mail su beachvolley@federvolley.it entro e non oltre martedì 19 gennaio. La tappa di Civitanova Marche sarà organizzata nel rispetto dei protocolli Covid della Fipav.

Per maggiori informazioni in merito al torneo del 24 gennaio, chiamare Fulvio Taffoni al 393 3364325; o inviare una mail a: fulviotaffoni@gmail.com.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo