Una buona Nova Volley nel test di Pesaro

Coach Ippoliti: «Segnali positivi anche se non al completo»

Pallavolo maschile serie B

Montesi Pesaro – Nova Volley Loreto 3-1 (25-20; 25-23; 22-25;25-21)

Loreto, 12 settembre 2021 – Dopo 5 mesi dall’ultimo incontro ufficiale, la Nova Volley Loreto è tornata in campo per il primo allenamento congiunto della stagione sul campo dei pari categoria della Montesi Pesaro, prossimo avversario anche in campionato. Senza Nobili e Dignani indisponibili, la squadra di coach Ippoliti, pur perdendo 3-1, ha disputato un buon match traendo positive indicazioni circa la prima parte della preparazione.

Loreto – Lo schiacciatore Marco Ulisse con il vice presidente Gilberto Sturba

«Complessivamente sono soddisfatto della prestazione della squadra – ha detto il neo tecnico neroverde – considerando che ci confrontavamo con una squadra che gioca insieme da tre anni mentre noi siamo un gruppo nuovo». Dopo una partenza contratta, la squadra ha preso confidenza col campo e con l’avversario giocando un buonissimo secondo set nel quale Torregiani e compagni sono stati avanti venendo poi raggiunti e superati in vista del traguardo, quindi vincendo il 3° set e cedendo il quarto con le energie ormai al lumicino.

Unica nota negativa il risentimento muscolare occorso nel corso del 2° set al libero Manuel Vallese. L’infortunio verrà valutato in queste ore ma la speranza è che il giocatore si sia fermato in tempo. Senza Dignani, il resto del match nel ruolo di libero l’ha disputato Sansonetti.

In avvio la Nova Volley si è schierata con Pulcini in regia, Torregiani opposto, Ulisse ed Alessandrini schiacciatori, Mazzanti e Ardemagni centrali con Vallese libero.

Nel corso del match poi, hanno trovato minutaggio anche Cozzolino, Buscemi, Scorpecci.

«Per noi era importante avere un primo confronto contro un avversario di valore che nutre ambizioni di classifica importanti – ha aggiunto il tecnico di Loreto – anche per prendere fiducia rispetto al lavoro che stiamo facendo. In settimana lavoreremo sulla qualità del nostro servizio e su altri aspetti del nostro gioco che dobbiamo migliorare, contando poi di recuperare gli assenti».

La settimana di lavoro si concluderà sabato con l’allenamento congiunto a Fano contro la Vigilar Fano, formazione di serie A3, mentre martedì sarà trasferta al Palabrasili di Collemarino contro Bontempi Ancona.

Il Tabellino

Montesi Pesaro: Giorgi (L), Mandoloni 8, Cardinali, Mancinelli 3, Ferro, Sabatini 10, Mei (L), Ciabotti, Schiaratura 12, Caselli 6, Cristiano, D’Urso 8, Mercolini, Morichelli 19, Hoxha 2. All. Fabbietti

Nova Volley Loreto: Buscemi 6, Ardemagni 4, Sansonetti, Pulcini, Torregiani 22, Alessandrini 7, Ulisse 8, Cozzolino 6, Scorpecci 2, Mazzanti 5. All. Ippoliti

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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