Ulisse e Sansonetti, due giovani di valore per la Sampress Nova Volly

Continua il mercato della compagine loretana guidata da coach Ippoliti

Pallavolo maschile Serie B

Loreto, 31 luglio 2021 – Il mercato della Nova Volley Loreto batte altri due colpi entrambi nel reparto schiacciatori.

Alla corte di coach Ippoliti arriva dalla Virtus Fano Marco Ulisse, classe 2001, giocatore tecnico e dotato di buoni colpi, reduce dall’esperienza di due stagioni in serie A3 in maglia Vigilar, cerca maggiore spazio e minutaggio in serie B. Fanese doc, ha fatto tutta la trafila del settore giovanile nella società della sua città arrivando al vertice della prima squadra.

Loreto – Marco Ulisse con il vice presidente Gilberto Sturba

«Per me è la prima esperienza lontano da casa – dice Ulisse – Sono onorato della chiamata della Nova Volley Loreto, entusiasta per l’opportunità di trovare continuità in campo se saprò meritarmelo e molto curioso di misurarmi con la serie B che per me è una categoria nuova».

Nel corso degli allenamenti a cui ha partecipato nei giorni scorsi, Ulissi ha tratto buone sensazioni. «Nella passata stagione ho giocato 6 partite da titolare nel ruolo di schiacciatore in serie A3 mentre nella stagione precedente ero il secondo opposto. In accordo con la mia società, abbiamo pensato che trovare un contesto ben strutturato nel quale avere un ruolo di maggiore responsabilità fosse importante per il mio percorso di crescita, da qui la scelta di venire a Loreto. La presenza di coach Marcello Ippoliti è stata un’ulteriore leva per fare una scelta che comunque è stata semplice».

Loreto – Il presidente Franco Massaccesi con Sebastiano Sansonetti

Da un giovane all’altro. Ecco Sebastiano Sansonetti, anch’egli classe 2001, e già compagno di squadra in passato sia dello stesso Ulisse che di Mazzanti. Schiacciatore con spiccate qualità in seconda linea avendo ricoperto nella sua carriera anche il ruolo di libero, sarà una preziosa arma tattica a disposizione di coach Ippoliti. Prodotto del vivaio Volley Game ha avuto esperienze alla Sabini, a Offagna in B, a Fano, ed è reduce da due stagioni con la maglia di Terra dei Castelli Agugliano in serie C.

«Sono molto felice e motivato per questa nuova avventura e per ritrovare la serie B – il commento di Sansonetti – Cambiare squadra è sempre stimolante ed entrare a far parte di una società come la Nova Volley è un onore. Sono grato a Marcello Ippoliti per avermi dato questa opportunità e cercherò di dare il massimo per crescere tecnicamente e mentalmente».

Nello spogliatoio ritrova due vecchie conoscenze. «Sono contento di ritrovare in squadra amici come Marco Ulisse e Christian Mazzanti con cui ho giocato a Fano e sono convinto che metteremo in campo tutta la nostra voglia di far bene».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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