Prima sconfitta interna per la Nova Loreto

Pallavolo maschile Serie B unica girone E - 5ª giornata

Sampress Nova Loreto – Medea Montalbano 0 – 3 

Loreto – Prima sconfitta interna per la Sampress che cede l’intera posta alla quotata Medea Montalbano autrice di una prova di qualità e di sostanza. Nulla da fare per i neroverdi di fronte ad un ottimo pubblico, in una giornata dedicata al match sponsor Del Vicario Engineering.

Avvio subito forte per la squadra ospite che fin dai primi punti ha mostrato di essere arrivata al Palaserenelli con la ferma intenzione di proseguire la corsa verso la vetta della classifica. Per la Nova in campo con una formazione inedita, sono cominciati subito i problemi sia nel cambio palla che nella fase break a causa anche di una scarsa efficacia al servizio.

Loreto – Un attacco di Federico Ferrini

Coach Giannini in avvio ha schierato Claudio Stella in regia, opposto Martinez alla 1ª da titolare così come Angeli, schierato schiacciatore. Ferrini era l’altro schiacciatore. Centrali Marco Massaccesi e Volpini, libero Leoni.

A disposizione anche il capitano Nobili reduce da un infortunio, che ha potuto dare il suo contributo nell’avvio del 3° set. Nel corso del match il tecnico di casa ha dato spazio anche ad Oprandi per il cambio in regia, Luca Massaccesi, Silvestroni ed Areni per il giro dietro essendo a referto come schiacciatore.

Dopo due set nettamente di marca ospite, nel 3° invece la Sampress è rimasta a contatto fino al 13-15 per poi cedere alla maggiore qualità e determinazione della Medea.

SAMPRESS NOVA LORETO: Oprandi 1, Volpini 3, Areni 0, Stella A. ne, Martinez 10, Massaccesi L. 2, Angeli 2, Leoni (L), Ferrini 8, Massaccesi M. 2, Stella C. 0, Silvestroni 3, Nobili 0. All. Giannini

MEDEA MONTALBANO: Molinari A 8, Benedetti ne, Casoli 12, Miscio 1, Medei ne, Troiani ne, Molinari M 6, Scuffia 17, Thiaw 0, Bussolari 2, Furiassi 3, Gabbanelli (L), Valenti. All. Pasquali

Arbitri: Tramba – La Torre

Punteggio: 18-25; 15-25; 15-25

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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