Niente da fare per la Nova Volley contro la bestia nera Lucera

Pallavolo maschile Serie B – 7ª giornata

Volley Lucera – Sampress Nova Volley Loreto 3-0

Lucera, 1 dicembre 2019 – Proprio come l’anno scorso, ieri la Sampress Nova Volley ha lasciato tre punti sul campo di Lucera. Opaca la prestazione dei ragazzi di coach Giannini che, dopo la vittoria nel derby contro Osimo, non hanno saputo ripetere la stessa prestazione né sotto l’aspetto tecnico-tattico né sotto quello del temperamento, incappando in una serata decisamente no.

La delusione dipinta sul volto dei ragazzi della Sampress Nova Volley, sconfitti a Lucera con un secco 3-0

Discreto solo il primo set, dove i loretani hanno avuto anche un set point sul 24-23 fallendolo e consentendo ai locali di aggiudicarsi il parziale. Nei successivi due set, nonostante la ricerca di soluzioni dalla panchina, la squadra è andata in calando.

Per Loreto, quella contro Lucera era una prova di maturità, per ritrovare continuità e confermarsi nelle zone altissime della classifica. Così non è stato.

Partenza con la novità di Caciorgna in sestetto al posto di Alessandrini, poi promosso titolare nel 3° set. Nel 2°, spazio per Torregiani in campo al posto di uno spento Spescha ma complessivamente Loreto, che ha attaccato di squadra col 29%,, è risultata troppo fallosa senza riuscire a pungere con continuità nemmeno dai 9 metri, consentendo a Lucera di ricevere su percentuali egregie.

Domenica in casa contro un’altra pugliese, Turi, la squadra è attesa ad un nuovo pronto riscatto. Dopo la sconfitta di Bari la squadra ha reagito. Si tratta di dimostrare di poterlo fare ancora.

Il Tabellino

Volley Lucera: Caso, Pisano 3, Meleddu 4, Fabbian (L), Corrieri 19, Sorrenti 10, Cormio 13, Perilli, Vignaroli, Marcone 3. Non entrati: Barbaro, Librizzi. All. Carri – Russo

Sampress Nova Volley Loreto: Caciorgna 3, Pasquali 8, Cremascoli 1, Stoico 8, Torregiani 2, Alessandrini 4, Palazzesi , Carletti (L2), Ferri, Dignani (L), Spescha 3, Mazzanti 1, Nobili 7. All. Giannini

Punteggio: 29-27; 25-19; 25-18

Arbitri: Iaia e Romita

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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