Lotta solo un set la Nova Volley che esce sconfitta da Bari

In Puglia persi i tre punti e anche l’imbattibilità

Pallavolo maschile serie B – 5ª giornata

M2G Bari – Sampress Nova Volley Loreto 3-0

Carbonara di Bari, 17 novembre 2019 – Prima sconfitta stagionale per la Sampress Nova Volley Loreto che ieri a Bari ha lasciato i tre punti e l’imbattibilità.

Primo set quasi perfetto per i ragazzi di Giannini arrivati in Puglia senza Stoico, indisponibile. Piano partita perfettamente rispettato e neroverdi sempre a contatto di Cernic e compagni, capaci però di vincere in volata (25-22).

Carbonara di Bari – Un’azione di gioco di Bari – Loreto

Perso il primo set la squadra è ripartita nel secondo parziale ma, dopo un buon avvio, ha perso efficacia in tutti i fondamentali consegnandosi ad una squadra forte ed esperta.

La Sampress non esce ridimensionata dalla trasferta perché fin dall’avvio della stagione era chiaro che Bari ha un roster di categoria superiore , contro il quale occorreva superare i propri limiti per poter stare in partita. La Sampress c’ha provato e potrà far tesoro dell’esperienza ripartendo da un primo set da non dimenticare.

Il Tabellino

M2G BARI: De Tellis 8, Longo 1, Di Florio 14, Anselmo, Grassano 6, Persoglia 8, Rinaldi (L), De Gennaro, Petruzzelli, Cernic 13, Indellicati 2, Giorgio. All. Iaia

SAMPRESS NOVA VOLLEY LORETO: Caciorgna 1, Pasquali 3, Cremascoli 0, Torregiani 1, Alessandrini 8, Palazzesi 1, Carletti (L2), Ferri, Dignani (L), Spescha 6, Mazzanti 3, Nobili 4. All. Giannini

PUNTEGGIO: 25-22; 25-12; 25-11

ARBITRI: Resta – Cavalera

 

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di Paolo Fileni

Ti dice qualcosa Gian Carlo Menotti?

Quando si oscura un genio perché ‘diverso’


12 luglio 2020 – Nacque il 7 luglio 1911 a Cadegliano Viconago, un paesino di circa duemila anime in provincia di Varese. Morì a Montecarlo l’1 febbraio 2007. E già il fatto che visse 96 anni di per sé è un bel traguardo. All’età di sette anni iniziò a scrivere canzoni e a undici scrisse sia il libretto che la musica (una caratteristica che mantenne per tutta la vita) della sua opera prima ‘La morte di Pierrot’. Nel 1923, a dodici anni, s’iscrisse al Conservatorio Verdi di Milano.

È stato uno dei compositori e librettisti italiani più importanti – se non il più importante – del ‘900. Alla morte del padre, su consiglio del celeberrimo direttore d’orchestra Arturo Toscanini, si trasferì con la madre a Filadelfia, negli stati Uniti. Lì, ha scritto libretto e musica di decine di opere; diretto film per la televisione e commedie teatrali di successo negli anni ’40, ’50 e ‘60. Lì, nel 1950, ottenne il Premio Pulitzer della musica per l’opera ‘Il Console’.

Eppure, Gian Carlo Menotti (foto) in Italia non lo conosce quasi nessuno, a parte gli addetti ai lavori. Nel 1958 creò il Festival dei Due Mondi di Spoleto – che condusse in prima persona per 35 anni – replicato negli anni ‘70 dalla creazione della manifestazione gemella a Charleston (Stati Uniti) e a Melbourne (Australia). Che in Italia siano in pochi a conoscerlo artisticamente non è dovuto alla sua produzione musicale – le sue opere sono inesistenti nei palinsesti delle tv nazionali – ma al semplice fatto che Gian Carlo Menotti era un omosessuale dichiarato. Il vero motivo che lo indusse a lasciare l’Italia alla morte del padre.

Nei suoi confronti, negli anni, è stato messo in atto un ostracismo incondizionato da parte dei benpensanti, della Chiesa e dei media: troppo scomodo Menotti per l’intellighenzia nostrana di quei tempi. Troppo diverso dai canoni dell’epoca per una stampa bigotta e conservatrice che gli ha sempre dedicato il minimo spazio possibile. Oggi, un tale comportamento fa sorridere ma fino a pochi anni fa era la prassi. Meglio evitare di dover scrivere pubblicamente che Menotti aveva relazioni con Leonard Bernstein o Samuel Barber, a lungo suo compagno di vita

Ho lavorato al fianco di Gian Carlo Menotti per oltre un mese nell’edizione del 1980 del Festival dei Due Mondi a Spoleto. E, grazie a lui, ho avuto modo di conoscere artisti del calibro di Paola Borboni, Arnoldo Foà, Carla Fracci, Alexander Godunov. Ho avuto modo di apprezzare i suoi modi gentili, la sua cultura, il suo inglese perfetto e melodioso, la sua visione onirica del mondo, la sua avversione per la stupidità.

Quell’anno, a Spoleto, portò in scena la sua commedia teatrale ‘Il Lebbroso’ che toccava proprio i temi dell’omosessualità. Forse, è per questo che nessuno l’ha mai rappresenta in Italia o ne abbia mai parlato se non nel 1980. Ma oggi, visto il progredire dei costumi e della mentalità verso le legittime libertà conquistate dagli omosessuali e non solo per questo, sarebbe bello se qualche regista teatrale o qualche orchestra sinfonica portassero in scena uno dei suoi lavori. Non un mea culpa tardivo per quanto negli anni l’Italia gli abbia tolto, ma un modo per non dimenticarlo e per riconoscere una volta per tutte la sua grandezza.

Per la cronaca, quest’anno la 63ª edizione del Festival dei  Due Mondi di Spoleto è stata posticipata causa Covid. Si svolgerà dal 20 al 23 e dal 27 al 30 agosto.

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