Loreto – Torna il sole in casa della Sampress Nova

Pallavolo maschile serie B unica girone E

7ª giornata

SAMPRESS NOVA LORETO – SIR SAFETY PERUGIA 3-1

Loreto – Missione compiuta per la Sampress Nova Volley che torna al successo dopo 3 stop consecutivi grazie ad una prestazione di qualità e sostanza. Bella prestazione del team di coach Giannini che fa un importante passo avanti verso la salvezza salendo a quota 9 punti e mettendo 5 punti tra sé e la zona playout.

La squadra ha offerto una buona prestazione in tutti i fondamentali, aggredendo al servizio e mettendo in crisi la linea di ricezione perugina che nei primi due set è andata in grande difficoltà. Sulla situazione di attacco scontato il resto lo ha fatto il sistema di muro e difesa di Loreto che ha messo il bavaglio agli attaccanti ospiti.

Nel 3° set la Sir ha aumentato i giri mentre Loreto ha commesso qualche errore di troppo cedendo il parziale. Nel 4° la partita è stata equilibrata con il successo in volata che premia con i 3 punti la Sampress in campo a festeggiare con il proprio pubblico numeroso e partecipe.

In una giornata indubbiamente positiva per tutti i neroverdi, da sottolineare la prestazione individuale di Martinez, impiegato come opposto, Marco Massaccesi e lo schiacciatore Angeli che, entrando dalla panchina nel 2° e 4° set, ha dato un buon contributo in difesa ed attacco.

SAMPRESS NOVA LORETO: Oprandi, Volpini 8, Areni (L), Stella A., Martinez 20, Massaccesi L. , Angeli, Leoni (L), Ferrini 13, Massaccesi M. 6, Stella C. 7, Silvestroni 1, Nobili 7. All. Giannini

SIR SAFTY PERUGIA: Palmigiani, Guerrini F.1, Sensi, Baldassarri A. 3, Marta 1, Guerrini L., Fantauzzo 8, Roberti 19, Marino 13, Scaffidi, Diociaiuti (L), Cappelletti 3, Sirci 8, Burnelli (L2), Pasquali. All. Piacentini

ARBITRI: Di Virgilio e Bosica

PUNTEGGIO: 25-14 (17’); 25-17 (22’); 21-25 (26’); 25-22 (28’)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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