Loreto taglia la testa al Gallo e vola in finale

Eccellenza Marche playoff

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Loreto – Atletico Gallo Colbordolo 3 – 1

Loreto: Tomba, Ciminari (88’Mazzieri), Pigliacampo Omar, Arcolai, Maruzzella, Camilletti Davide, Brugiapaglia, Andrea Moriconi (85’Alessandrini ), Garbuglia, Agostinelli (82’Streccioni), Cheddira.  All. Francesco Moriconi

A disp: Strappato, Mazzieri, Pantella, Alessandrini, Petrini, Pigliacampo Lorenzo, Streccioni.

Atletico Gallo Colbordolo: Bacciaglia, Donini (61’Ferrini), Nobili Giacomo, Marini, Paoli Thomas, Nobili Andrea, Paoli Edoardo (68’Nesi), Virgili, Muratori, Tonucci, Vegliò (51’Saltarelli), All.Mariotti

A disp. Giustino, Liera, Stambolliu, Nesi, Sensoli, Ferrini, Saltarelli

Arbitro:  Gagliaridini (Mc); Assistenti: Pizzuti (Mc), Raschiatore (Sbt)

Marcatori: 3’Moriconi Andrea (L), 36’Garbuglia (L), 63’Cheddira (L), 69’Paoli Thomas (G)

Angoli:  Loreto (3) Atletico Gallo Colbordolo (4)

Ammoniti: Nobili Andrea (G), Arcolai (L)  Note:  Spettatori  400 ca

La festa dei tifosi loretani

Il Loreto supera l’Atletico Gallo e vola in finale contro il Fabriano Cerreto, con una gara spumeggiante e corretta che ha visto le due squadre affrontarsi a viso aperto. Alla fine hanno prevalso gli uomini allenati da Moriconi capaci di sfruttare al meglio le occasioni create.

Inizio al fulmicotone dei padroni di casa che al 3’ passano in vantaggio: percussione di Agostinelli sulla sinistra che mette al centro per l’accorrente Moriconi A. che sblocca il risultato.

Azione d’attacco dell’Atletico Gallo

Il Gallo subisce il colpo, si affaccia nell’area lauretana solo al 16’ con Muratori che mette alto. Al 22’ il Loreto sfiora il raddoppio: Cheddira che entra in area e calcia ma Bacciaglia neutralizza. Tre muniti dopo ci prova Agostinelli che si accentra e conclude, altra parata di Bacciaglia. Ma il gol è nell’aria e arriva puntuale al 36’: Brugiapaglia vola sulla sinistra, mette al centro per Garbuglia che al volo raddoppia.

Gli ospiti, irretiti, si vedono al 43’ con Muratori su punizione, Tomba devia.

Nella ripresa parte forte l’Atletico. Al 51’ Muratori entra in area, effettua un tiro cross che Arcolai respinge sulla linea di porta. Risposta immediata del Loreto con Camilletti D. che di testa sfiora il palo. Spreca Cheddira al 58’ che, solo in area, mette al lato.

La fase finale dell’azione del gol di Cheddira

Al 63’ arriva il terzo gol del Loreto. Cheddira, ben lanciato dal folletto Agostinelli, supera Bacciaglia. Sul tre a zero la partita sembra finita ma l’Atletico non demorde ed impegna Tomba con il neo entrato Saltarelli.

Arriva anche il gol per gli ospiti, con l’onnipresente Paoli T. che sfrutta un passaggio di Nesi per poi ribadire alle spalle dell’estremo lauretano. Il Gallo prova a crederci trascinato da Paoli T. che suona la carica. Al 79’, dopo una percussione in area sfiora il palo, all’85’ – ancora Paoli T. –  impegna Tomba.

Minuti finali con brivido, con Tomba che devia sulla traversa un tiro di Nesi da sottomisura. Resta da registrare il mancato poker di testa di Brugiapaglia poco prima del fischio finale.

La festa biancoverde sugli spalti

Al termine, esplode il Salvo D’Acquisto, con i giocatori a festeggiare con la tifoseria.

Ottima la prestazione di tutta la squadra loretana, sempre concentrata e attenta. Bravi gli ospiti che hanno battagliato fino alla fine con un Paoli T. nettamente il migliore in campo.

Domenica 7 maggio, finale playoff contro il Fabriano Cerreto

Dagli spogliatoi

Andrea Capodaglio

Loreto, il presidente Andrea Capodaglio: «Partita avvincente e piena di occasioni, alcune le potevamo sfruttare meglio ma bisogna dare atto all’Atletico Gallo di essere un buonissima squadra, gira molto bene la palla e non ha mai mollato anche se non è riuscita ad  affondare i colpi. Poi, nel calcio, non sai mai quali siano i confini tra il merito della difesa ed il demerito dell’attacco. Comunque la vittoria ci sta tutta. Bella giornata di sport con il Salvo D’Acquisto gremito e grande correttezza in campo e fuori».

Francesco Moriconi allenatore del Loreto

Allenatore Francesco Moriconi: «Grande partita dei miei ed onore al Gallo. Noi abbiamo sfruttato alla perfezione le occasioni avute e spesso provate in allenamento. Ora bisogna girare pagina e pensare al futuro, per dare un senso importante alla nostra stagione e perché nel calcio in un attimo passi dalle stelle alle stalle. In questo momento abbiamo una marcia in più che è l’entusiasmo. Ovviamente andiamo a Fabriano, insieme ai nostri tifosi, per vincere».

Atletico Gallo, l’allenatore Mariotti: «C’è molto rammarico, penso che sul campo abbiamo dimostrato di valere il Loreto, sicuramente siamo stati ingenui all’inizio a subire il gol che ha condizionato tutta la partita. Dovendo noi vincere per forza, diventa difficile segnare a una difesa come quella lauretana risultata la migliore del campionato. La seconda rete ci ha tagliato le gambe. Poi, nella ripresa, abbiamo avuto una buona reazione e abbiamo lottato fino alla fine. Complimenti al Loreto che merita la finale, anche se noi siamo usciti con l’onore delle armi».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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