Loreto – Giro delle Marche in Rosa nel tempio della sacralità

Dopo la crono d’avvio a Recanati, seconda tappa sabato 5 settembre a Loreto per finire il 6 settembre a Offida

Loreto, 2 settembre 2020 – A pochi passi dal mare e tra i colli marchigiani sorge Loreto con il suo omonimo Santuario, il più noto tempio della sacralità ma anche epicentro della spiritualità europea che si appresta a diventare teatro di battaglia della terza edizione del Giro delle Marche in Rosa sabato 5 settembre.

Una manifestazione che nelle due precedenti edizioni disputate ha avuto il suo peso a livello nazionale ed internazionale, portando ai nastri di partenza le migliori rappresentanti del ciclismo femminile in una Loreto che sarà il centro nevralgico del professionismo delle due ruote nell’arco di una settimana, con lo svolgimento dell’arrivo di tappa della Tirreno-Adriatico maschile domenica 13 settembre.

La piena fiducia ottenuta dagli organizzatori della Born to Win e della Sca Offida verso l’appuntamento femminile del prossimo 5 settembre, è sottolineata dall’intera Amministrazione comunale capitanata dal sindaco Paolo Niccoletti, favorevole ad ogni iniziativa promozionale legata alle due ruote dopo il successo dello scorso anno (Villa Musone), con lo svolgimento di una tappa vinta da Elisa Balsamo, oggi campionessa europea under 23 in carica.

Il percorso è abbastanza agevole nella sua totalità: 8 giri iniziali di 10,4 chilometri cadauno, leggermente ondulato attorno Villa Musone (partenza alle 14:30), ma l’unico tratto impegnativo è percorribile nell’anello finale di 15 chilometri con il superamento del modesto gran premio della montagna di Villaggio Fratesca per poi tornare al traguardo di Villa Musone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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