La Sampress Nova Volley cala due assi: Buscemi e Vallese

Il libero abruzzese: “Impatto magico”

Loreto, 27 luglio 2021 – Non si ferma il mercato della Nova Volley Loreto che annuncia due giocatori già compagni di squadra: si tratta del libero Manuel Vallese e del centrale Artur Buscemi. Entrambi sono già stati compagni di squadra del palleggiatore Gianmarco Pulcini e vanno a costituire un trio su cui coach Ippoliti potrà contare per il prossimo campionato di serie B in termini di qualità e affidabilità.

Per quanto riguarda il centrale Buscemi, classe ’91, si tratta di un giocatore di categoria, con buoni fondamentali e caratteristiche da combattente. «Vengo per provare un’esperienza nuova ed avrò la possibilità di dimostrare le mie capacità mettendomi in gioco in un campionato nazionale nel ruolo che prediligo», ha detto.

Artur Buscemi

La voglia di migliorarsi non manca. «Mi aspetto di avere la possibilità di crescere nonostante i 30 anni già compiuti, e vorrei provare a migliore tecnicamente ed ampliare il mio bagaglio pallavolistico sotto la guida del coach Marcello Ippoliti e del direttore tecnico Marco Paolini. Con la squadra sarebbe bello centrare i play off perché la considero piena di potenzialità e voglia di fare».

L’approccio con la piazza di Loreto è stato subito positivo. «La società è ben organizzata, disponibile, con una grande tradizione di serie A alle spalle, con uno staff completo e sempre presente: ci sono tutti gli elementi per fare una bella stagione». Buscemi, con Mazzanti, costituirà la coppia di centrali neroverdi.

Manuel Vallese

A fargli compagnia troverà anche il libero abruzzese classe ’94 Manuel Vallese che ha avuto, come Buscemi, un’ottima impressione dell’ambiente loretano. «L’impatto è stato ottimo, quasi magico, fin dal primo momento sia dello staff che dell’organizzazione e della logistica – ha dichiarato Vallese – Sono lieto di trovare la serie B dopo gli anni di Montorio al Vomano, rientrando nella categoria dopo la stagione a Grottazzolina in A e un paio di stagioni a San Benedetto del Tronto nei campionati regionali».

Con Buscemi e Pulcini l’intesa è già consolidata. «Ho conosciuto anche alcuni degli altri compagni riconfermati – ha aggiunto – e ho visto grande voglia di fare quindi sono molto ottimista che sapremo ritagliarci un ruolo da protagonista partendo a fari spenti».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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