In trasferta, Nova Loreto non scala il Pineto

Pallavolo Maschile Serie B unica girone E

BLUEITALY PINETO – SAMPRESS NOVA LORETO 3-1

Punteggio: 25-18; 25-27; 25-22; 25-23

Pineto – Si ferma a due la striscia di vittorie consecutive della Sampress Nova Volley che cede a Pineto l’intera posta. Partita non particolarmente spettacolare tra una BlueItaly che ha qualità superiore ma non sta ancora esprimendo tutto il potenziale e la Sampress che, da neopromossa e penalizzata anche per l’infortunio occorso al capitano Paco Nobili, ha cercato con le forze a disposizione di portare a casa comunque qualche punto.

Nova Loreto: Dylan Leoni

In avvio Loreto avanti 9-11 poi il turno in battuta di Cannistrà ha consentito agli abruzzesi di piazzare un break di 5-0 e veleggiare senza difficoltà alla conquista del set. Nel 2° coach Giannini ha messo mano alla sua panchina. Le difese di Leoni hanno offerto la possibilità a Ferrini di essere decisivo per riequilibrare il conto set.

Nel parziale successivo la Sampress ha perso un po’ di incisività al servizio e, con un cambio palla più fluido, per Pineto c’è stata la possibilità di tenere sempre la testa avanti chiudendo 25-22. Nel 4° set, l’andamento è stato simile a quello del parziale precedente con Loreto che ha difettato nei momenti topici pagando un gap di esperienza che per una neopromossa è da mettere in conto.

Domenica al Palaserenelli arriva un’altra corazzata come la Medea Macerata.

BLUEITALY PINETO: Cannistrà 15, Catone, Bulfon 17, Picardo 8, Porcinari 14, Colarusso 5, Cacchiarelli (L), Mancini 2, Evangelista 7, Ridolfi, Fortuna, Pisciella All. Rosichini

SAMPRESS NOVA LORETO: Oprandi 1, Volpini 3, Areni (L1), Stella A. 7, Martinez 16, Massaccesi L. 2, Angeli 1, Leoni (L2), Ferrini 13, Massaccesi M. 10, Stella C. 1, Silvestroni 13, Nobili 0. All. Giannini

PUNTEGGIO: 25-18; 25-27; 25-22; 25-23

Arbitri: Frattone e Binaglia

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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