Con un po’ di fatica Sampress Loreto fa tramontare Alba Adriatica

Prima vittoria interna per i neroverdi che perdono il primo e quarto set per poi andare in fuga nel tiebreak

Pallavolo maschile serie B girone F1                                 

SAMPRESS NOVA VOLLEY LORETO – ALBA ADRIATICA 3-2

Loreto, 8 febbraio 2021 – Missione compiuta per la Sampress Loreto che centra il secondo successo consecutivo e timbra la prima vittoria interna. Tre partite e tre tiebreak per la squadra di Giannini che, ancora una volta, ha perso il 1° set, vinto il 2° e 3° parziale, ceduto il 4° e poi vinto al tiebreak. Grande la gioia a fine partita per i neroverdi che in classifica salgono a quota 5 agganciando proprio gli abruzzesi a 3 punti dalla capolista Paoloni Macerata.

In avvio coach Giannini sceglie lo stesso sestetto vittorioso a Porto Potenza con Coppari preferito a Dignani come libero. Il 1° set è tutto o quasi di marca ospite con Loreto che fatica in ricezione subendo complessivamente 4 aces e cedendo 17-25.

Loreto – Stoico in attacco

Nel 2° set comincia la partita della Nova Volley che esordisce con l’ace di Cremascoli e il muro di Molinari. Entrambi i fondamentali erano completamente mancati nel set d’avvio. Loreto fa corsa di testa. Allunga a 20-15 sull’ace di Palazzesi, consente ad Alba Adriatica di tornare a -2 poi chiude con Stoico 25-23.

Nel 3° set partono meglio gli ospiti e sul 9-11 Giannini ferma il gioco. Sul servizio di Molinari piazza un break di 6-0 che riporta il set dalla parte di casa. Gli abruzzesi tornano sul 16-15 con l’ace di Accorsi ma Loreto non molla e chiude 25-20 sull’errore del top scorer Di Felice.

La Sampress rientra in campo convinta a chiudere la pratica ma c’è tensione in campo. Lo strappo lo operano Porcinari e compagni che salgono 12-16. Vignaroli entra al servizio e, piazzando anche un paio di difese, regala ai suoi l’occasione di tornare vicini (16-17) ma è un attimo e Loreto cede subendo 3 muri sul 18-25 e un parziale di 2-8 con Alessandrini in campo per Palazzesi.

Loreto – Festa Sampress al termine del tiebreak vittorioso

La squadra neroverde abbonata ai tiebreak sale subito 3-0. Cremascoli sfrutta i suoi centrali e al cambio di campo è 8-4 con la premiata ditta Stoico-Molinari autrice di 4 punti. La fuga è quella buona e Loreto vince senza guardarsi più indietro con Michele Stoico che firma l’ultimo punto per il 15-12 che apre la festa per pochi intimi.

Sabato prossimo, 13 febbraio, derby ad Ancona per la Sampress Loreto mentre Alba Adriatica misurerà le ambizioni della capolista Paoloni in terra abruzzese.

Il Tabellino

SAMPRESS NOVA VOLLEY LORETO: Molinari 7, Ferri, Cremascoli 4, Stoico 13, Torregiani, Alessandrini 0, Medici 1, Palazzesi 16, Coppari (L1), Caciorgna 14, Dignani (L2), Vignaroli, Carotti, Nobili 12. All. Giannini

ALBA ADRIATICA: Buscemi 2, Di Berardino, Ridolfi 10, Iacono, Porcinari 14, Accorsi, Vagnarelli, Traini 1, Di Felice 33, Foglia (L2), Pulcini 2, Cacchiarelli (L), Cretone 3. All. Petrelli.

ARBITRI: Santinelli e Angeloni

PUNTEGGIO: 17-25; 25-23; 25-20; 18-25; 15-12

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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