Cheddira salva il Loreto dalla beffa

Eccellenza

Loreto – Helvia Recina  1 – 1

Loreto: Tomba, Ciminari, Pigliacampo, Arcolai, Mazzieri, Camilletti D,  Streccioni, Andrea Moriconi, Cheddira, Agostinelli, Brugiapaglia (46’Garbuglia). All. Francesco Moriconi

A disp: Guerrini, Barbaccia, Ristè, Alessandrini, Petrini, Massaccesi, Garbuglia.

Helvia Recina: Rocchi, Tartari, Montanari (89’Argalia), Ionni, Mengoni, Tacconi, Romanski, Francioni, Di Crescenzo (30’Mandorlini), Midei, Rocci (81’Domizioli) All. Lattanzi

A disp: Maccari, Crocioni, Domizioli, Argalia, Silvetti, Ibii, Mandorlini

Arbitro:   Santucci (Jesi)                       Assistenti:  Tamburrini (Ps)  Marinelli (An)

Marcatori: 70’ Mengoni (H) 80’Cheddira (L)

Angoli: Loreto (5) Helvia Recina (4)

Note:  Spettatori  150 ca

Ammoniti: Mazzieri (L), Andrea Moriconi (L)

Loreto. La squadra di casa, dopo aver creato almeno otto occasione da rete rischia la beffa, ma grazie a Tomba che nega il raddoppio agli ospiti, ed alla rete di Cheddira,  porta a casa un punto che lascia immutato il vantaggio sull’Helvia Recina sempre sotto di due lunghezze.

Il minuto di raccoglimento
Il minuto di raccoglimento per la tragedia del Chapecoense

Dopo il minuto di raccoglimento per il ricordare la tragedia che ha colpito la squadra del Chapecoense, inizia l’incontro con gli ospiti subito pericolosi con Montanari dal limite, Tomba devia in angolo. Scampato il pericolo il Loreto prende le redini del centrocampo e al 22’ sfiora il vantaggio con Streccioni, la cui conclusione è deviata in angolo da Rocchi.

Al 30’ esce per infortunio Di Crescenzo, al suo posto Mandorlini. Continua il forcing dei maraini che al 42’ sfiorano il vantaggio con Cheddira: traversa colpita con un colpo di testa.

Una respinta del portiere Rocchi
Una respinta del portiere Rocchi

Nella ripresa mister Moriconi aumenta il peso in attacco inserendo Garbuglia per Brugiapaglia. Al 53’ Moriconi sfiora il palo alla sinistra di Rocchi; al 57’ Agostinelli mette al centro, velo di Garbuglia e Straccioni sbaglia il più facile dei gol.

Il Loreto continua ad attaccare, mentre gli ospiti puntano sulle ripartenze affidate a  Romanski e Mandorlini. Scorrono i minuti e la rete per i padroni di casa diventa un tabù; così, come spesso avviene nel calcio, è l’Helvia Recina, al 70’, a passare in vantaggio: punizione dal lato destro, Mengoni lasciato solo in area batte Tomba.

I padroni di casa non ci stanno e sfiorano subito il pareggio con Camilletti che mette fuori a porta vuota. L’incontro si fa vibrante, l’Helvia Recina in contropiede potrebbe raddoppiare con Rocci che si fa ipnotizzare da Tomba che devia la conclusione. Scampato il pericolo il Loreto si scuote ed agguanta il pari all’80’con Cheddira che, da sottomisura, infila Rocchi dopo un batti ribatti in area.

Punizione per il Loreto
Punizione per il Loreto

Sulle ali dell’entusiasmo i locali sfiorano la vittoria  due minuti dopo con Garbuglia che, su cross di Agostinelli, ad un metro dalla porta manda incredibilmente al lato con Rocchi battuto. Assalto finale dei lauretani, ma la vittoria non arriva.

Nel Loreto ottima la prestazione di tutta la squadra per tutti i novanta minuti, ma vogliamo dare la palma del migliore ad Arcolai, insuperabile e sempre preciso a chiudere gli spazi. Nell’Helvia Recina tutti sullo stesso piano, con una menzione per Mengoni autore del momentaneo vantaggio.

Dagli spogliatoi

Lattanzi allenatore dell’Helvia Recina: «Soddisfatto per il pareggio anche se ad un certo punto potevamo vincere. Un punto qui al Salvo d’Acquisto vale oro; i miei hanno fatto una partita di spessore e sacrificio, abbiamo corso molto, ora dobbiamo pensare alla prossima in casa contro la capolista Fabriano».

Mister Moriconi allenatore del Loreto: «Sono soddisfatto della prestazione, quando crei tanto vuol dire che hai giocato bene ed io da ex attaccante lo so bene; purtroppo nelle occasioni più nitide create non abbiamo trovato la porta o colpito la traversa. Ora bisognare non abbassare la guardia e tenere alta la tensione per il prossimo incontro con il fanalino di coda Folgore Veregra: non vorrei subire brutti scherzi».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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