Capitan Garbuglia regala i tre punti al Loreto

Superato di misura il Tolentino

Eccellenza

LORETO – TOLENTINO 1 – 0

LORETO: Tomba, Ciminari, Brugiapaglia, Alrcolai, Mazzieri, Camilletti D, Streccioni, Moriconi A. Garbuglia, Agostinelli (91’Pigliacampo), Scoppa (59’Massaccesi)  All. Moriconi F.

A disp: Strappato, Pigliacampo, Ristè,  Sanatarelli, Alessandrini, Petrini, Massaccesi

TOLENTINO: Palmieri, Palazzetti, Colonnelli (46’Gobbi), Romagnoli (85’Mandorlini), Strano, Nicolosi, Tizzi (71’Rozzi), Siena, Adami, Valdes, Mongello. All.Passarini

A disp: Natali, Gobbi, Corpetti, Rozzi, Mandorlini, Nunzi, Buresta

Arbitro: Rizzello (Casarano)                  Assistenti: Tonti (An) Lorenzini (Mc)

Marcatori: 76’Garbuglia (L)

Angoli: Loreto (4) Tolentino (4)

Note:  Spettatori 250  ca  Espulsioni: 70’Palazzetti (T) per doppia ammonizione

Ammoniti : Adami (T), Streccioni (L), Mazzieri (L) Siena (T), Tomba (L)

Loreto. Vittoria di prestigio del Loreto  sul Tolentino, dopo una gara condotta dagli uomini di Moriconi in maniera tatticamente perfetta; a decidere l’incontro un’incornata di capitan Garbuglia nella ripresa.

Primo tempo con il Loreto subito in avanti, al 5’ Agostinelli spreca da buona posizione; all’11’ Mongello entra in area, si libera di un paio di difensori ma la conclusione sfiora il palo alla sinistra di Tomba.

Angolo cremisi
Angolo cremisi

Al 21’ occasionissima per il Loreto: in contropiede Moriconi crea scompiglio in area avversaria e serve Agostinelli solo davanti a Palmieri, ma il n.10 gialloverde per un niente non arriva sulla palla. Al 30’ per i cremisi è pericoloso ancora Mongello, che s’incunea in area ma il tiro è deviato in angolo da un difensore.

Al 36’ i locali vicinissimi al vantaggio con Camilletti che davanti alla porta si vede deviare il tiro da Palmieri. Primo tempo lauretano di pregevole fattura, con il Tolentino che soffre ma regge l’urto.

Ripresa con i cremisi che sembrano controllare l’incontro pur non incidendo. Col passare dei minuti il Loreto è sempre più pericoloso, anche se troppo lezioso. Al 67’ girata di Garbuglia neutralizzata da Palmieri. Al 70’ la svolta dell’incontro: secondo giallo per Palazzetti ed il Tolentino rimane in dieci.

L'esultanza di Garbuglia dopo il gol
L’esultanza di Garbuglia dopo il gol

Loreto ci crede e forza i tempi, e dopo alcune azioni non finalizzate per un niente al 76’ arriva il vantaggio: cross dalla sinistra di Brugiapaglia, Garbuglia anticipa tutti e di testa insacca. I cremisi subiscono il colpo ed i padroni di casa all’82’ potrebbe raddoppiare ma Palmieri nega la rete a Massaccesi.

Finale con gli ospiti all’attacco ma la retroguardia gialloverde, con il neo acquisto Arcolai e Mazzieri, controlla agevolmente e per Tomba, oggi inoperoso, non c’è nessun pericolo.

Nel Loreto da segnalare l’ottima prova di Ciminari, oltre all’instancabile Moriconi A. ed il buon secondo tempo di Brugiapaglia. Nel Tolentino Mongello è stato l’unico a creare un po’ di scompiglio in area mentre il resto della squadra  non è mai riuscita ad alzare né il baricentro né l’intensità del gioco per  mettere in difficoltà un Loreto che ha disputato la miglior partita della stagione.

Dagli spogliatoi

 Moriconi F. allenatore Loreto: «Ottimo incontro, ai ragazzi non posso dire altro se non grazie, anche se devo evidenziare che potevano chiudere la partita prima, qualche volta in area abbiamo cercato troppo la finezza a scapito della concretezza; tre punti importanti per la salvezza che fanno morale contro un Tolentino che lotterà fino alla fine per i play off».

Passarini, allenatore Tolentino: «Abbiamo sbagliato l’approccio iniziale, poi nella ripresa eravamo entrati con un altro piglio, ma gli episodi, l’espulsione in particolare, ha fatto il resto, in questi casi dobbiamo pensare più al gioco che a parlare, complimenti al Loreto che ci ha creduto di più».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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