Calcio dilettanti: una ventina di società chiedono il rinvio dei campionati

Spedito un comunicato congiunto da società di terza e seconda categoria al Comitato provinciale e regionale marchigiano della LND, tra queste Europa calcio Costabianca Loreto promotrice dell’iniziativa

Loreto, 7 ottobre 2020 – Il ragionamento è semplice: in questa situazione d’emergenza dovuta al coronavirus, e nonostante il protocollo sanitario sia stato più che spiegato e recepito dalle società calcistiche dilettantistiche della provincia di Ancona, sono in molti i Presidenti che dopo il caso di Trodica si sono domandati se aveva senso iniziare questa stagione il prossimo 25 ottobre in queste condizioni. Ne vale veramente la pena? Quanto durerà?

Domande più che plausibili viste le incertezze del momento così, lo scorso giovedì, su iniziativa dell’Europa calcio Costabianca di Loreto molte società di terza e seconda categoria della provincia di Ancona si sono riunite in videoconferenza per capire come ognuna si stesse organizzando. Preso atto delle preoccupazioni comuni, alla fine hanno deciso d’inviare un comunicato congiunto ai Comitati provinciale  e regionale della Lega Nazionale Dilettanti per chiedere il rinvio dell’inizio dei campionati di almeno un mese. Almeno, per capire come si svilupperà la pandemia.

Il comunicato congiunto è stato sottoscritto dalle seguenti società:

Asd Europa Calcio Costabianca, Nuova Aquila, Usd Acli Villa Musone, Asd Rosora Angeli, Asd Gls Dorica, Asd Galassia Sport, Urbanitas Apiro, Valle del Giano, Asd Real Sassoferrato, Usd SPES Jesi, Atletico Conero, Asd Poggio San Marcello, Polisportiva Monsano, Asd Largo Europa, Apd Terre del Lacrima, Asd Ankon Dorica, Us Varano Calcio, Asd Nuova sirolese, SS Piano San Lazzaro Asd.

Ora la parola passa ai dirigenti della Lega dilettanti marchigiana, anche se nell’ambiente c’è scetticismo sulla possibilità che la richiesta venga accolta: “Siamo troppo piccoli per essere ascoltati”, il pensiero di qualche dirigente.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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