Un generoso Castelfidardo viene beffato dal Pineto

Calcio – Serie D girone F - 30ª giornata 24 aprile

PINETO – CASTELFIDARDO 2-1 (1-0 pt)

Castelfidardo, 25 aprile 2022 – Il Castelfidardo lotta ma viene battuto dal Pineto per 2-1 al termine di un match combattuto ed equilibrato. I fidardensi, con alcune assenze in difesa, sono stati bravi a rimettere in piedi una partita che sembrava in salita prima di essere superati quasi nel finale. Rimane il rammarico per non esser riusciti a strappare punti utili per la corsa salvezza.

Primo tempo sostanzialmente equilibrato, con le due formazioni che si affrontano a viso aperto. L’equilibrio viene rotto al 16’ da Barlafante che, dopo una carambola fortunosa, insacca da due passi il vantaggio locale. I ragazzi di mister Manolo Manoni cercano la reazione mentre i locali sfiorano il raddoppio con Caprioli. Si va al riposo lungo sull’1-0.

Alla ripresa delle ostilità i fisarmonicisti colgono il pari per un rigore assegnato su Braconi steso da Bosco. Dal dischetto si presenta Perkovic che non sbaglia. Il match si mantiene sul filo dell’equilibrio con le squadre che mettono tanta intensità in mezzo al campo e con i fidardensi che provano a farsi vedere in avanti. Poi l’episodio chiave al 78’ quando Della Quercia si conquista il penalty e Romano spiazza Demalija. I locali sfiorano il tris nel finale con Romano, che di testa non trova la porta, mentre Bracciatelli chiama in causa Mercorelli che si fa trovare pronto. Finisce 2-1 per il Pineto.

SALA STAMPA

«Abbiamo commesso un paio di leggerezze sia sul primo gol che in occasione del rigore finale – commenta mister Manoni – Non abbiamo fatto nemmeno male secondo me e siamo stati a bravi a recuperare la partita e potevamo anche tentare il colpaccio. Poi, sotto 2-1, non era facile perché in questo momento non abbiamo questa capacità di riuscire sempre a reagire. Peccato perché abbiamo avuto alcune occasioni e di fatto abbiamo concesso poco al Pineto. Ora dobbiamo leccarci le ferite e sfruttare questi quattordici giorni per recuperare le energie mentali e fisiche, oltre a recuperare qualche giocatore perché è importante l’apporto di tutti. Da qui, fino alla fine, ci giocheremo tutte le nostre chance per provare a cogliere la salvezza diretta».

Il Tabellino

PINETO: Mercorelli; Mesisca (89′ Cascione), Pepe, Bosco; Della Quercia, Minincleri, Domizi (66′ Galeano), Caprioli, Rea (77′ De Biase); Romano (92′ Di Giacomo), Barlafante (85′ Del Mastro). A disp. Montese, Marchegiani, Rodriguez, Marcone. All. Amaolo

CASTELFIDARDO: Demalija; Murati, Baraboglia, Baldoni (45′ Riggio), Morganti; Fermani (77′ Cardinali), Marcelli, Cusimano; Bracciatelli; Braconi (88′ Cvetkovs), Perkovic (86′ Landi). A disp. Palombo, Fabiani, Marchiewicz, Camara, Faye. All. Manoni.

Arbitro: Andrea Recupero di Lecce 

Reti: 16′ Barlafante, 55′ rig. Perkovic, 78′ rig. Romano

Note: Ammoniti Rea, Del Mastro, Galeano, Baldoni, Baraboglia

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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