Superbike team in testa alla classifica del Gran Prix Centro Italia

In grande spolvero I giovanissimi della squadra di Castelfidardo. Settimo e ottavo posto per Campanari e Mangiaterra ai campionati italiani

Castelfidardo, 16 luglio 2021 – Primo posto su 155: all’ultima curva del Gran Prix Centro Italia giovanile, la Superbike Bravi Platforms team è in testa alla graduatoria generale per società. Un titolo platonico ma prestigioso che gli atleti cercheranno di mantenere nella tappa conclusiva che si corre domenica a Gualdo Tadino in località San Guido ai piedi del Monte Penna, nel circuito noto come Rokketta legend.

Il sorpasso in vetta ai danni dell’Ucla Albenga è avvenuto grazie ai risultati maturati nello scorso week-end a San Terenziano dove si è svolta una giornata di festa per i “giovanissimi” finalmente liberi di divertirsi e confrontarsi, mentre maturava una quantità di piazzamenti importanti.

La Superbike Bravi è salita a più riprese sul podio grazie ad una gagliarda interpretazione dei dislivelli sul tracciato del Monte Pelato; vittoria per Morgan Dubini tra gli allievi di primo anno, secondo posto per Manuel Figuretti tra gli esordienti di primo anno nella gara completata anche da Diego Giaconi (11°) ed Elia Sasso (15°), terzo posto per Nicolas Bianchi tra i G6; nelle retrovie Tommaso Quattrini, Matteo Cappella e Riccardo Cervellini tra gli esordienti di 2° anno.

In campo femminile, vittoria per Sofia Bartomeoli (esordienti 2° anno), secondo posto per Alice Marinelli tra le esordienti di 2°), quarto posto per Alice Mazzieri fra le allieve di primo anno. Un quadro alla luce del quale Morgan Dubini e Alice Marinelli si presentano allo start dell’ultima tappa con la maglia di leader del circuito nelle rispettive categoria, conquistata anche da Sofia Bartomeoli.

Sofia Bartomeoli con la maglia di leader

Ma il piatto forte del week-end sono state anche le performance dei quattro marchigiani in lizza nel Campionato Italiano Xco di Bielmonte. Se è vero che il mondo delle ruote grasse è  prevalentemente radicato e vincente tra i club del nord italiano, è altrettanto giusto sottolineare il lavoro che sta permettendo una sensibile crescita del nostro movimento.

L’osimano Alessio Agostinelli, cresciuto nella Superbike Bravi Platforms team e ora tesserato con la Ktm Protek, ha conquistato il quarto posto con una eccellente rimonta, preceduto solo dai professionisti friuliani (Colledani e i fratelli Braidot) che saranno in lizza a Tokyo. In campo maschile va poi annotato il 16° posto tra gli junior di David Rinaldoni (atleta degli amici della polisportiva Morrovallese) risultato rilevante se si considera che oltre cento erano gli iscritti alla gara vinta dal valdostano Yannick Parisi.

Nel severo percorso piemontese caratterizzato da pendenze notevoli, la fidardense Angela Campanari ha chiuso stoicamente al settimo posto una gara per lei particolarmente complicata visti i postumi della caduta della settimana scorsa, gara che ha assegnato l’ennesimo tricolore fra le donne elite all’intramontabile Eva Lechner, mentre Nefelly Mangiaterra ha ben gestito l’emozione del debutto nella categoria under 23 con un interessante ottavo posto.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo