Serie D. La tensione dell’esordio e il caldo bloccano il Castelfidardo

Castelfidardo – Monticelli 0 : 0

Castelfidardo. Un pareggio per il Castelfidardo all’esordio in campionato. Peraltro casalingo. I fidardensi sono al terzo torneo consecutivo in serie D. Gran caldo al Mancini che sfiora le mille unità. In tribuna anche l’ex presidente fidardense Costantino Sarnari. Forse non si sarà divertito, come gran parte del pubblico e dirigenti.

Una fase di gioco di Castelfidardo Monticelli terminata 0 - 0
Una fase di gioco di Castelfidardo Monticelli terminata 0 – 0

Si aspettava un altro Castelfidardo. Pimpante, spregiudicato, vincente. Se lo attendeva così anche mister Gianluca De Angelis particolarmente deluso in sala stampa. ‘’La squadra non mi è piaciuta e il caldo non è la giustificazione. Bisogna correre e non tutti l’hanno fatto. Troppa tensione, forse perché era l’esordio’’.

Fatto sta che il Monticelli si gode il punto conquistato con una squadra formata prevalentemente da giovani. Due gli ex, uno per parte. Filiaggi nella formazione di casa, Castellana dall’altra parte. Partita povera di episodi. Nel primo tempo il Castelfidardo – che ha rinnovato quasi tutta la rosa e che ieri non ha potuto contare su Maisto assente per un grave lutto in famiglia – ci prova con un paio di colpi di testa di Filipponi e Siletti, guarda caso due difensori, terminati fuori. Poi Filiaggi e Torelli, ma pericoli veri e proprio alla porta ascolana non si registrano. Il Monticelli si affida a Pedalino che sfiora il palo a inizio gara con una conclusione da dentro l’area.

Nella ripresa mister Gianluca De Angelis effettua subito due cambi. Il primo è obbligato. Il portiere De Gennaro risente di una botta rimediata nel primo tempo. Non ce la fa. Al suo posto Muratori. La seconda è per scelta tecnica. Torelli lascia il posto a Gaeta. Si aspetta un Castelfidardo più aggressivo. Ancor di più dopo che al 15’ l’arbitro espelle Pedalino, perché lo applaude ironicamente. Niente di tutto questo.

Forgione e Canali fanno venire i brividi a Muratori. Nel finale Terrenzio di testa va vicino al gol. L’unica vera emozione dei padroni di casa arriva al 38’. Gaeta crossa dalla destra, gira di testa Soragna con la palla che colpisce il palo interno correndo sulla linea di porta. Nessun giocatore locale riesce a spingere la palla in fondo al sacco. Non può che finire 0-0. Il rammarico nei biancoverdi non manca. Per non aver sfruttato l’uomo in più per buona parte del secondo tempo.

Nel prossimo turno il Castelfidardo andrà a far visita alla Fermana che ha imitato al debutto il risultato del Castelfidardo. I canarini hanno pareggiato 0-0 sul campo del San Nicolò.

CASTELFIDARDO (4-2-3-1): De Gennaro (1’ st Muratori); Massi, Filipponi, Siletti, Bordi; Pigini, Kameni; Torelli  (1’ st Gaeta), Filiaggi, Tombolini (28’ st Albanesi); Soragna. A disp. Rizzo, Testoni, Gregorini, Lakdar, Marchetti, Alessandrelli. All. De Angelis
MONTICELLI (4-3-3): Alessandrelli; Canali, Terrenzio, Castellana, Pierantozzi; Donatangelo, Sosi, Gesuè (39’ st Bartolini); Forgione (43’ st Amelii), Pedalino, Bracciatelli (22’ st Ciabuschi). A disp. Orsini, loisi, Pavoni, Funari, Lancianese, Giorgi. All. Stallone
Arbitro: Nana Tchato di Aprilia.

Note: espulso Pedalino per proteste al 15’ st. Ammoniti Sosi, Pigini, Soragna, Bordi, Terrenzio e Castellana. Spettatori 900 circa.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio i moscioli dell’aria di Portonovo

Quando il marketing spinge al superfluo


Portonovo (AN), 3 dicembre 2019 – Questa volta lo spunto di riflessione arriva da Il Resto del Carlino di oggi che, sulla pagina di Ancona, pubblica un articolo dal titolo bizzarro a firma Ilaria Traditi: “Portonovo, ora è in vendita anche l’aria”.

In sostanza, alcuni anni fa Paolo Bonetti (nella foto di Bobo Antic, per gentile concessione de Il Resto del Carlino), imprenditore della Baia con il bernoccolo del marketing, s’è inventato l’idea di mettere in lattina l’aria salubre di Portonovo, per offrirla poi ai turisti al costo di 3 euro. Un’idea che, visto il successo di vendite, sembrerebbe vincente e lucrosa dal momento che il barattolo di latta pieno di niente da souvenir estivo è diventato anche fortunata strenna natalizia.

Come spiega Ilaria Traditi, il business è ben consolidato: “dall’aria delle Dolomiti venduta in bottigliette da 5 euro, a quella delle Montagne Rocciose che spopola tra i cinesi venduta dalla società canadese Vitality Air fino a quella delle incontaminate campagne inglesi che va forte in Corea”. E, aggiungo io, l’acqua isotonica benefica e tonificante per gli occhi del mare delle Cinque Terre in Liguria venduta in bottigliette.

Ora, tenuto conto che nel marketing ogni idea finalizzata a promuovere un territorio può essere geniale quando funziona – e quella di Paolo Bonetti lo è – mi domando perché la gente sia disposta a spendere denaro – anche 10 euro – per acquistare il nulla. Perché l’aria di Portonovo, delle Dolomiti o delle Montagne Rocciose è francamente il nulla. Quando vai in quei posti, puoi mettertela da solo all’interno di un barattolo e, se il barattolo già ce l’hai, lo puoi fare a costo zero!

La società dei consumi di cui facciamo parte tutti, e le leggi di questo sistema che regolano la promozione degli articoli e dei prodotti immessi sul mercato – che in un modo o nell’atro devono comunque essere venduti – hanno profondamente modificato la capacità di valutazione del singolo. Così tanto, da arrivare a farti acquistare il superfluo convincendoti che ne valga la pena. Di questo assunto sono pieni i nostri carrelli della spesa.

Per quanto mi riguarda, se vado a Portonovo preferisco portarmi a casa un succoso piatto di moscioli: ti basta aggiungerci un po’ di limone e prezzemolo per farti ricordare per sempre di quella bellissima Baia. Dell’aria in lattina, una volta aperta, non ti resta che una lattina piuttosto indigesta. Nessun profumo, nessun gusto, nessun senso d’aver assaporato il paradiso.

 


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