Il Castelfidardo mette la terza

Calcio serie D girone F- sesta giornata

CHIETI – CASTELFIDARDO 0-2 (0-1 pt)

Chieti, 24 ottobre 2021 – Tris del Castelfidardo che espugna il campo del Chieti per 2-0 ed inanella il terzo successo consecutivo. Grande prestazione corale dei ragazzi di mister Manolo Manoni che riescono ad imporsi su una squadra ostica e ad allungare così la striscia positiva di risultati in questo avvio di campionato, mostrando ancora una volta una grande compattezza e solidità in mezzo al campo.

Pronti via ed i fidardensi passano in vantaggio al 9’ grazie al penalty trasformato da Rizzi, procurato da Gega sgambettato in area di rigore da Fabrizi. Il vantaggio galvanizza i biancoverdi che sfiorano il raddoppio sempre con Rizzi al 16’, ma è il palo a dirgli di no. I locali cercano di riorganizzarsi dopo l’avvio shock ma la reazione dei neroverdi è abbastanza sterile con la difesa del Castelfidardo ben organizzata, che concede poche occasioni. Si va al riposo lungo sull’1-0 per i fisarmonicisti.

Nella ripresa il Chieti parte forte cercando il pareggio ma ancora una volta la retroguardia biancoverde si difende con ordine, con Demalija poco impegnato. Anzi, sono proprio i fidardensi a sfiorare il raddoppio al 77’ con Cardinali che non riesce a trovare il gol da due passi. L’attaccante del Castelfidardo si fa perdonare quasi allo scadere quando sigla il 2-0 che chiude i giochi e consegna il terzo successo consecutivo ai fisarmonicisti.

«Oggi è stato il successo del gruppo perché abbiamo giocato da grande squadra – commenta mister Manoni – contro un avversario al quale abbiamo limitato alla perfezione le potenzialità. È un successo che premia il lavoro e lo spirito di abnegazione dei ragazzi. Ovviamente dobbiamo rimanere con i piedi per terra e stare sempre sul pezzo perché siamo una squadra giovane e non possiamo permetterci cali di concentrazione. Già da domani inizieremo a pensare al prossimo match contro un altro avversario ostico come la Matese».

Il Tabellino

CHIETI (3-5-2): Forti; Chiacchia, Aquilanti, Bassini; Di Mino (86’ Del Greco), Verna (75’ Baldeh), Mele, Mariani (62’ Pietrantonio), Siragusa (62’ Puglielli); Akammadu, Fabrizi. A disposizione: Fusco, Consorte, Susi, Viscovich, Sapone. Allenatore: Lucarelli.

CASTELFIDARDO (4-3-3): Demalija; Daniello (62’ Fermani), Baraboglia, Gega, Morganti; Marcelli (62’ Hoxha), Bracciatelli, Palladini; Cardinali, Rizzi, Braconi (51’ Cvetkovs). A disposizione: Sprecacé, Marckiewicz, Fabiani, Testa, Gatto, Suarato. Allenatore: Manoni

Arbitro: Lascaro di Matera

Reti: 9’ Rizzi (rig.), 90’ Cardinali

Note: Ammoniti Forti, Mele, Aquilanti, Bassini, Marcelli, Hoxha.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Democrazia pura, una pratica fuori moda

Da lunedì 24 gennaio il via all’elezione del Presidente della Repubblica


Camerano, 23 gennaio 2021 – Oggi è domenica 23 gennaio, giorno di festa e di riposo. Non per tutti, ovviamente, men che meno per i Deputati (630), i Senatori (315), i Rappresentanti delle Regioni (58 Grandi elettori)) e i Senatori a vita (6), convenuti a Roma per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Un totale di 1.009 elettori che a partire dalle ore 15 di domani, lunedì 24 gennaio, daranno il via al primo scrutinio per trovare il sostituto del presidente Sergio Mattarella (foto) giunto a fine settennato.

E siccome i partiti politici non sono stati in grado di esprimere ufficialmente un proprio candidato – Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva e ha detto no alla sua candidatura per il centrodestra – oggi che è domenica a Roma si lavora per decidere cosa fare domani in seno al Parlamento riunito per l’occasione in sede comune. Per la Regione Marche i tre rappresentanti designati a far parte dei Grandi elettori sono: Francesco Acquaroli (Fdi) presidente della Giunta regionale (scelto con 12 voti); Dino Latini (Udc) presidente del Consiglio regionale (9 voti); Maurizio Mangialardi (Pd) capogruppo in minoranza (8 voti).

Come funziona l’elezione del Presidente della Repubblica? Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi dell’assemblea, pari a 673 voti; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 505 voti. Da questi numeri si evince che nessuno schieramento politico a sinistra, a destra o al centro ha i numeri sufficienti ad eleggersi un proprio candidato. Almeno, non ai primi tre scrutini. Forse sarà possibile dal quarto, ma occorrerà comunque mettere in piedi accordi per arrivare ai 505 voti necessari. Ed è per questi accordi, per trovare una convergenza sul nome di un papabile che oggi a Roma 1.009 politici sono in fibrillazione.

Stiamo parlando della massima carica dello Stato, una figura irreprensibile, incorruttibile, garante dei partiti e delle istituzioni, in grado di rappresentare al meglio la nostra Costituzione e l’Italia intera dentro e fuori i confini nazionali. Il fatto che nessun partito sia stato in grado di fare un nome con simili caratteristiche la dice lunga su come sono messi. I partiti politici, ovviamente, mica gli italiani che, a mio avviso, di uomini con tali caratteristiche ne esprimono diversi e in svariati campi.

Al di là di tutte le menate e le manfrine partitiche la volontà di imporre un proprio uomo che possa pendere a loro favore, e avvantaggiarli nelle scelte future, è il vero motivo che ha indotto i singoli leader politici a non fare un nome in questa fase. Complicando non poco una elezione già complicata di per sé. Giochi di potere ormai stantii tutti italiani che non si ha il coraggio di cambiare.

Sarebbe tutto molto più semplice se riuscissimo a svecchiare anche questa elezione. Come? Magari, così. Ogni partito, o schieramento politico che sia, un mese prima dell’elezione presenta il suo candidato ufficiale. Parlamento e Grandi elettori si riuniscono e votano: chi riceve più voti, anche solo uno più di un altro, diventa Presidente della Repubblica. Facile, no? Ma questa sarebbe Democrazia pura, una pratica che oggi non coniuga quasi più nessuno.

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