Il Castelfidardo lotta fino all’ultimo ma cede al Fano

Calcio Serie D girone F 3ª giornata di ritorno

CASTELFIDARDO – FANO 0-1 (0-1 pt)

Castelfidardo, 13 febbraio 2022 – Il Castelfidardo perde in casa il derby contro il Fano per 0-1 dopo una partita combattuta per tutti i 90 minuti. Inizia così con una sconfitta l’avventura per il nuovo mister dei biancoverdi Benedetto Mangiapane. Un derby sentitissimo, visto che al “Mancini” arrivava un avversario in cerca di punti salvezza proprio come i fisarmonicisti i quali, comunque, hanno avuto un buon atteggiamento in mezzo al campo ed a cui è mancato solamente il gol.

I fidardensi schierano da subito il neoacquisto Palombo tra i pali, con il capitano Bracciatelli ad ispirare dietro le punte Cardinali e Perkovic. Primi dieci minuti di studio da parte di entrambe le squadre, poi a rompere gli equilibri ci pensa Bracciatelli al 14′ con un bel passaggio filtrante per Cusimano che da buona posizione spara alto sopra la traversa.

Al 17′ la risposta degli ospiti con un rinvio sballato di Mataloni, Tortori mette in mezzo un bel cross radente dove Broso, davanti alla porta, riesce clamorosamente a sbagliare e colpisce il palo. Si rimane fermi sullo 0-0 ma la partita viaggia a ritmi alti con le due squadre alla ricerca del gol. Al 26′ il Fano si porta in vantaggio: bel cross dalla sinistra di Herrera, Palombo anticipa Tortori ma la palla rimane vagante dentro l’area di rigore, Broso è il più lesto e col destro insacca per l’1-0 ospite. Poi Herrera al 35’, molto ispirato, salta due avversarsi sulla sinistra e il suo tiro rasoterra dal limite dell’area non inquadra la porta.

Bracciatelli, ispirato in questa fase di gioco, prova un tiro pericoloso al 38′ dal limite dell’area con Tzafestas che devia in corner. Gli attaccanti fanesi danno, comunque, una certa sensazione di pericolosità ed a fine primo tempo è Tortori, dal limite dell’area dopo un paio di dribbling, a concludere di poco fuori alla sinistra di Palombo.

Avvio di ripresa rabbioso per il Castelfidardo: al 47′ viene annullato un gol a Cardinali per un presunto tocco di mano, sull’azione successiva Perkovic da ottima posizione spara alto di poco un bel cross dalla sinistra. Al 51′ ottimo scambio tra Marcelli e Cusimano, con quest’ultimo che impensierisce Tzafestas con un bel tiro ribattuto in angolo.

Castelfidardo – Massimini, il neo-mister Mangiapane, il presidente Baleani

I cambi di mister Mangiapane sembrano dare la scossa, con Camara che dentro l’area stoppa la palla e scarica su Cardinali ma c’è l’ottima parata in angolo dell’estremo difensore ospite. Al 74′ il primo squillo del Fano della ripresa: Varriale dalla trequarti assiste Likaxhiu che dai 20 metri fa partire un bel tiro di poco a lato. Il Castelfidardo va vicinissimo al pareggio con Faye: il neoentrato semina il panico con un paio di dribbling e si incunea dentro l’area di rigore, però il suo tiro è di poco alto.

All’82’ il guardalinee vede una presunta gomitata di Marcelli su Del Rosso che cade a terra, l’arbitro non ci pensa due volte ad estrarre il rosso diretto per il centrocampista fidardense. Dopo cinque minuti di recupero il signor Dasso decreta la fine del match con il Castelfidardo che ci mette tanto impegno, soprattutto nella ripresa, ma viene raggiunto in classifica proprio dal Fano.

«Non riesco ancora a capire come si può perdere una partita con mezzo tiro in porta subito – esordisce mister Mangiapane – Non si può prendere gol su una rimessa del portiere, ma la prestazione a livello nervoso ed atletico da parte della squadra è stata positiva perché ha retto molto bene. Purtroppo, non abbiamo concretizzato e dobbiamo lavorare su questo»

Il Tabellino

CASTELFIDARDO: (4-3-3) Palombo, Mataloni, Gega, Baraboglia, Murati (90′ Cvetkovs), Marcelli, Cusinamo (58′ Camara), Daniello (72′ Faye), Bracciatelli, Cardinali, Perkovic (66′ Braconi) A disp. Demalija, Morganti, Markiewicz, Fabiani, Fermani All. Mangiapane

FANO: (4-3-3) Tzafestas, Zanolla, Vavassori, Karkalis, Del Rosso (85’ Serges), Ricci, Varriale (84′ Trillò), Likaxhiu (90′ Falivene), Broso, Herrera (62′ Tomassini), Tortori (79′ Zanni) A disp. Olivieri, Riggioni, Nocolas, Casolla All. Catalano

Arbitro: Riccardo Dasso di Genova

Reti: 26′ Broso

Note: Ammoniti: Vavassori, Marcelli, Karlalis, Tzafestas, Perkovic, Tortoni, Bracciatelli, Trillò Espulsi: 82′ Marcelli per gioco violento.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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