Il Castelfidardo incappa nella prima sconfitta in campionato

Mister Manoni: “Diciamo che è stata una brutta partita da una parte e dall’altra”

CASTELFIDARDO – PORTO D’ASCOLI 0-1 (0-1 pt)

Calcio serie D girone F

Castelfidardo, 27 settembre 2021 – Il Castelfidardo cade per 1-0 contro il Porto d’Ascoli. I fisarmonicisti incappano nel primo stop in campionato, in un match deciso dagli episodi. Di fronte alla bella cornice di pubblico del “Mancini”, nuovamente vestito a festa dopo un anno di porte chiuse, i ragazzi di mister Manolo Manoni lottano ma non riescono a trovare la via della rete contro un Porto d’Ascoli ordinato che è riuscito a portare a casa l’intera posta in palio.

Prima occasione per i fidardensi dopo trenta secondi con Passalacqua che anticipa Testa in uscita e per poco non sfiora l’autorete. Le squadre si studiano e si difendono con ordine concedendo pochi spazi. Al 19′ Napolano da lontano prova la botta che sorvola la traversa. Sempre il numero 10 ospite approfitta di una disattenzione dei biancoverdi e, su assist di Battista, insacca da due passi il vantaggio ospite.

Il Porto d’Ascoli si galvanizza e D’Alessandro da fuori area sfiora la traversa. Il Castelfidardo tenta la reazione ma senza creare particolari pericoli, mentre gli ospiti alla mezz’ora sfiorano il raddoppio con una punizione di Napolano che pizzica la parte superiore della traversa. I fisarmonicisti si vanno vedere al 34′ con un colpo di testa insidioso di Palladini deviato da Testa. Gli uomini di mister Manoni recriminano per due episodi dubbi in area di rigore ospite, ma il punteggio non cambia.

Nella ripresa primo squillo per il Porto d’Ascoli con D’Alessandro che, da corner, di testa trova la risposta di Sprecacè. Il Castelfidardo cerca di rendersi pericoloso in avanti ma la retroguardia ospite regge bene. Marcelli al 65′ tenta un tiro cross che sorvola di poco la traversa, mentre due minuti dopo Baraboglia prova una bordata da lontano deviata da Sensi, ma Testa in tuffo mette in corner.

I ritmi calano ed il gioco diventa molto frammentato. All’80’ Cardinali si libera bene in slalom nell’area avversaria ma la sua conclusione è debole e centrale. Episodio chiave al minuto 81 con Petricci che rimedia il secondo giallo e lascia i suoi in inferiorità numerica. I biancoverdi hanno un’occasione con Rizzi su punizione al minuto 87 ma la palla è preda di Testa. Il Porto d’Ascoli si fa vedere in contropiede allo scadere con Evangelisti, ma il suo pallonetto viene bloccato da Sprecacè. Gli arancioni tengono botta e finisce 0-1 per il Porto d’Ascoli.

mister Manolo Manoni

«Diciamo che è stata una brutta partita da una parte e dall’altra – commenta mister Manoni – Loro hanno avuto il merito di fare gol su una bella giocata di Battista anche se non siamo stati esenti da colpe. Abbiamo commesso delle disattenzioni che a questi livelli, contro giocatori d’esperienza, paghi a caro prezzo. Poi abbiamo cercato di recuperare la partita ma non sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi, perché abbiamo prodotto poco e siamo stati confusionari. Però ecco, ai punti poteva starci anche un pareggio e non meritavamo la sconfitta, ma queste sono partite che vengono decise da un episodio».

Il Tabellino

CASTELFIDARDO (4-3-3): Sprecace’; Morganti (57′ Daniello), Baraboglia, Gega, Mataloni; Marcelli (66′ Hoxha), Bracciatelli, Palladini (85′ Altobello); Braconi, Rizzi, Cardinali A disp. Demalija, Guerri, Fabiani, Fermani, Rossini, Cvetkovs All. Manoni 

PORTO D’ASCOLI (4-3-3): Testa; Petrini, Passalacqua, Sensi, Pasqualini; Petricci, D’Alessandro, Evangelisti; Verdesi (66′ Pietropaolo), Napolano (75′ Shiba), Battista (66′ Battisti, 87′ Rossi) A disp. Finori, Aliffi, Amatucci, Clerici, Monachesi All. Ciampelli

Arbitro: Adil Bouabid di Prato Assistenti: Massimo Vagheggi di Arezzo e Federico Laici di Valdarno

Reti: 21′ Napolano

Note: Ammoniti Bracciatelli, Passalacqua, Petricci, Braconi. Espulso all’81’ Petricci per doppia ammonizione

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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