Il Castelfidardo cede nel derby contro la Recanatese

Gli uomini di mister Manoni dicono addio alla Coppa Italia

Recanatese – Castelfidardo 4-1 (1-1 pt)

Calcio – Coppa italia Serie D

Castelfidardo, 13 settembre 2021 – Il Castelfidardo al “Tubaldi” si arrende per 4-1 al cospetto della Recanatese nel primo Turno di Coppa Italia e saluta la competizione. Un passivo troppo pesante per i ragazzi di mister Manolo Manoni che hanno tenuto botta al cospetto di squadra di assoluto livello, prima di cedere nella ripresa.

Un match che comunque ha fornito alcuni spunti interessanti al trainer fidardense in vista dell’esordio di domenica prossima in campionato.

Pronti via ed i locali passano in vantaggio al 7’ da azione di corner con l’inzuccata vincente di Sbaffo. Il vantaggio galvanizza i padroni di casa che sfiorano il raddoppio poco dopo ancora con Sbaffo che da due passi non trova la porta.

I biancoverdi si fanno vedere con il tiro da lontano di Cardinali, bloccato dall’estremo difensore giallorosso. Al 26’ Sprecacè protagonista di un bell’intervento in tuffo sull’ex Giampaolo, mentre al 31’ il contropiede di Rizzi non si concretizza. I fidardensi tengono comunque bene il campo ed al 39’ agguantano il pareggio con la punizione di Palladini che colpisce prima la traversa e poi Urbietis. Il primo tempo si chiude sull’1-1.

Nella ripresa parte subito forte la Recanatese che passa in vantaggio con la rasoiata di Raparo. Gli uomini di mister Manoni sfiorano subito il pari con Braconi ma Urbietis è superlativo. Al 53’ i padroni di casa calano il tris con la rete dell’ex Minella. I ritmi calano e nel finale i leopardiani trovano la rete del 4-1 con Minicucci che chiude la pratica.

«Dispiace sicuramente per il passivo perché è troppo pesante per quello che si è visto in campo – commenta mister Manoni – Siamo partiti un po’ contratti poi abbiamo preso campo ed abbiamo disputato un buon primo tempo. Nella ripresa abbiamo subito un gol evitabile ma non abbiamo mollato cercando di arrivare al pareggio. Poi siamo calati alla distanza ed alla fine la Recanatese ha preso il largo. Diciamo che ho visto troppi errori individuali e su questo dobbiamo migliorare. Siamo stati un po’ ingenui in alcune situazioni, però ho ricevuto diversi spunti su cui poter lavorare e la prestazione della squadra non mi è dispiaciuta. Ora testa a domenica prossima quando inizierà il campionato».

Il Tabellino

Recanatese: Urbietis, Somma, Quacquarelli (77’ Capitani), Sopranzetti (46’ Marafini), Pacciardi, Ferrante (46’ Grieco), Minicucci, Raparo, Minella (63’ Defendi), Sbaffo, Giampaolo (63’ Senigagliesi). A disp. Cingolani, Alessandretti, Ascani, Storani. All. Pagliari

Castelfidardo: Sprecacè, Morganti, Mataloni (72’ Altobello), Baraboglia, Bracciateli (86’ Hoxha), Gega, Marcelli (61’Rossini), Palladini (72’ Guerri), Braconi, Rizzi (61’ Fermani), Cardinali. A disp. Demalija, Fabiani, Markiewicz, Cvetkovs. All. Manoni

Arbitro: Torregiani (Civitavecchia)

Reti: 7’ Sbaffo, 39’ aut. Urbietis, 47’ Raparo, 57’ Minella, 92′ Minicucci.

Note: Ammoniti Raparo

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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