Di misura il Castelfidardo espugna Vasto

Calcio serie D girone F- quinta giornata

VASTESE – CASTELFIDARDO 0-1 (0-0 pt)

Castelfidardo, 18 ottobre 2021Il Castelfidardo si impone per 1-0 sul campo della Vastese e coglie il secondo successo consecutivo in campionato. Buona prova corale per i ragazzi di mister Manolo Manoni che tengono bene il campo e conquistano tre punti pesanti per la classifica contro un avversario ostico.

La squadra del Castelfidardo scesa in campo a Vasto

Primo tempo equilibrato con i fidardensi che tengono in mano il pallino del gioco e che lasciano poche occasioni ai locali, su cui Demalija fa buona guardia. Cardinali alla mezz’ora si rende pericoloso dalle parti di Di Rienzo ma non riesce a trovare il gol.

Nella ripresa al 55’ altro squillo per i fisarmonicisti con Altobelli che salva in scivolata sulla linea di porta. È il preludio al gol che arriva al 61’ con capitan Bracciatelli che trova un tiro perfetto su cui Di Rienzo non può nulla.

Gli ospiti tentano il forcing finale con Attili di testa, palla bloccata dal portiere biancoverde, poi è il montante, sempre su botta di Attili, a salvare Demalija che si supera su D’Alessandro. I biancoverdi reggono bene l’urto e portano a casa tre punti preziosi.

«Era importante trovare la continuità di risultati ed oggi ci siamo riusciti su un campo ostico – commenta mister Manoni – Abbiamo giocato bene per buona parte del match, soffrendo gli ultimi quindici minuti ma abbiamo stretto i denti difendendoci con ordine. Sono contento di questo perché spesso abbiamo subito gol in questo avvio di campionato, e per vincere le partite è importante evitare di prenderli. È stata una prova di maturità da parte dei ragazzi».

Il Tabellino

VASTESE: Di Rienzo, Ceccacci (85’ Di Bello), Altobelli, Di Filippo, Agnello (66’ Martiniello), Marianelli (73’ Romanucci), Scafetta (95’ Sansone), Attili, Alonzi, Alessandro, Panaioli. A disp. Di Feo, Montesi, Lenoci, De Angelis, Monza. All. D’Adderio

CASTELFIDARDO: Demalija, D’Aniello (73’ Marckiewicz), Mataloni (46’ Morganti), Fermani (65’ Rizzi), Baraboglia, Gega, Marcelli, De Cesare, Braconi, Bracciatelli, Cardinali. A disp. Sprecacè, Fabiani, Palladini, Cvetkovs, Hoxha. All. Manoni

Arbitro: Daniele Aronne di Roma 1

Reti: 61’ Bracciatelli

Note: Ammoniti: Baraboglia (C), Agnello (V)

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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