Ciclismo. Annata tutta da ricordare questo 2016 per lo Sporting Sant’Agostino

Maglie di campioni regionali e provinciali come se piovesse nel club fidardense grazie a Bevilacqua, Graciotti, Garofoli e Amidei

Castelfidardo. Alle maglie di campioni regionali e provinciali lo Sporting Club Sant’Agostino ha fatto l’abitudine. Due mesi fa, proprio sulle strade del Cerretano, era arrivata la maglia di campione marchigiano colta da Antonio Pio Bevilacqua dopo una corsa da protagonista con tanto di primo posto e titolo regionale del trofeo Garofoli Porte.

Domenica, a Corinaldo, i ragazzini terribili diretti da Rodolfo Graciotti hanno concesso il bis di maglie. Anzi, il tris stagionale nella categoria degli Esordienti.

Lorenzo Amidei e Gianmarco Garofoli sul podio di Corinaldo
Lorenzo Amidei e Gianmarco Garofoli sul podio di Corinaldo

Perché il duo Gianmarco Garofoli-Lorenzo Amidei ha conquistato le casacche provinciali rispettivamente negli Esordienti di secondo e di primo anno. A Garofoli, plurivincitore quest’anno finendo in doppia cifra di successi, è bastato il terzo posto nella corsa dei secondo anno per infilarsi la maglia di campione provinciale. La corsa, valida per il secondo trofeo Avis Corinaldo organizzata dal Pedale Chiaravallese, ha trato la vittoria di Riccardo Servadei (Cotignolese) su Giacomo Foschini (Fausto Coppi).

Nella competizione dei primo anno invece, a Lorenzo Amidei è bastato tagliare il traguardo per diventare campione anconetano degli Esordienti di primo anno nella gara che ha visto il dominio del team Fausto Coppi con Tommaso Vincenzi, vittorioso sul compagno Simone Garuffi. Amidei è stato più bravo anche della sfortuna visto che il giovane filottranese è incappato in una caduta con tanto di rottura del cambio. Nonostante tutto il 25° posto finale gli è valsa la maglia.

Insomma una doppia soddisfazione per lo Sporting Club Sant’Agostino, in questo 2016 davvero da ricordare per la società del duo Bruno Cantarini-Luciano Angelelli. E le manifestazioni non sono ancora terminate. Domenica lo Sporting gareggerà sulle strade di Vissani di Montecassiano. A caccia di altre soddisfazioni.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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