Ciclismo – A Daniel Quaglietti il 4° Trofeo “Garofoli Porte” per allievi

Il portacolori della Velosport Ferentino vince in volata su Filippo Dignani della Scap Trodica

Castelfidardo, 18 giugno 2018 –  Con una splendida ed interminabile volata iniziata negli ultimi 150 metri, Daniel Quaglietti, portacolori della Velosport Ferentino, ottiene a Castelfidardo il suo primo successo stagionale, domando un Filippo Dignani (Scap Trodica) che nel testa a testa finale cede a soli pochi metri dal traguardo.

Bell’epilogo per questo 4° trofeo “Garofoli Porte”, organizzato dallo Sporting Club S.Agostino, che ha visto al via 60 ciclisti della categoria Allievi (15-16 anni). Fra questi, a sorpresa, anche il vincitore dell’ultima edizione. Quel Gianmarco Garofoli (s.c. Recanati), tornato all’agonismo su strada a solo sei giorni dall’intervento chirurgico resosi necessario a seguito dell’incidente che lo ha visto coinvolto il precedente fine settimana. Ancora dolorante, ma in grado comunque di portare a compimento lo sforzo.

Castelfidardo – 4° trofeo Garofoli Porte: Daniel Quaglietti la spunta d’un soffio su Filippo Dignani dopo una volata infinita

Gara da subito movimentata con una fuga a sei, già nei passaggi pianeggianti, con gli allievi della Scap Trodica a movimentare tutte le azioni più importanti. Da segnalare il gran lavoro proprio di Luca Santanafessa sacrificatosi unicamente per il gioco di squadra.

A metà percorso i fuggitivi diventano 11. Dietro solo scaramucce. Anzi, l’eccessivo frazionamento degli inseguitori li escluderà dalla possibilità di rientrare nella gara.

Nel finale il passaggio a Figuretta, dove è stabilito il Gran Premio della Montagna (vinto da Quaglietti, davanti a Dignani e D’Amora), segna lo spartiacque decisivo. Scattano i primi due, con D’amora, Carità e Severa attardati di 5”.

In discesa il gruppetto di testa composto da dieci unità si ricompatta. Saranno loro a giocarsi il podio. A due chilometri dal termine ancora bagarre furibonda in testa. Ma nelle battute finali saranno proprio Quaglietti e Dignani a staccarsi. Pochi metri ma sufficienti. Con Quaglietti in grado di dare quel colpo di reni che gli permetterà di ottenere sulle strade fidardensi il primo successo stagionale.

Alla presenza del presidente regionale Lino Secchi e del sindaco Ascani, assegnata anche la maglia di campione provinciale andata a Filippo Bucci (s.c. Pedale Chiaravallese).

ORDINE D’ARRIVO

  1. Daniel Quaglietti (Velosport Ferentino) che copre km 80,300 in 2h13’ (36,226 km/h);
  2. Filippo Dignani (Scap Trodica) s.t.;
  3. Marco Fermanelli (Scap Trodica) s.t.;
  4. Lino D’Amora (Daniello Cycling Wear) s.t.;
  5. Riccardo Palumbo (Callant Doltcini) s.t.;
  6. Michele Cangiotti (Alma Juventu Fano) s.t.;
  7. Luigi D’Aniello (Daniello Cycling) s.t.;
  8. Carità Andrea (Callant Doltcini) s.t.;
  9. Nicolò Severa (Velosport Ferentino) s.t.;
  10. Alessio Beciani (Alma Juventus Fano) s.t.

Partiti 60. Arrivati 35.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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