Castelfidardo, triste tris

Terza sconfitta di fila per i biancoverdi. Al Mancini passa la Fermana, prima della classe

Serie D girone F
Castelfidardo – Fermana 0 – 2

Castelfidardo – I fidardensi ‘’centrano’’ un triste tris. Arriva puntuale la terza sconfitta di fila dopo quelle di San Marino e contro il Monticelli. Stavolta è casalinga, ma davanti il Castelfidardo aveva la prima della classe. Quella Fermana che sta guidando, meritatamente e da sola, il girone F di D.
E che sbanca il Mancini con un gol per tempo, legittimando nella ripresa il vantaggio segnato su un calcio di rigore apparso ai più piuttosto dubbio nella frazione iniziale.

Il rigore di Molinari che ha sbloccato il risultato
Il rigore di Molinari che ha sbloccato il risultato

Giunto poco dopo la mezz’ora di un primo tempo il cui il Castelfidardo non aveva demeritato solo che non è riuscito, come in tutta la partita, a impensierire Valentini.

Gran protagonista si è rivelato Molinari salito in cattedra alla mezz’ora del primo tempo con una serie di conclusioni che hanno impegnato il numero uno, Molinaro, all’esordio con il Castelfidardo. Al terzo tentativo l’attaccante ospite centra il grande bersaglio su calcio di rigore decretato per un’uscita di Molinaro su D’Angelo con il portiere che tocca prima il pallone e poi l’avversario. Molinari dagli undici metri non sbaglia.

La Fermana poi a inizio ripresa raddoppia con Petrucci che infila in velocità una difesa di casa addormentata mettendo in cassaforte il risultato. I canarini potrebbero più volte siglare il terzo gol, con ripartenze fulminanti, negato anche da belle parate di Molinaro.

Come se non bastasse la sconfitta, arriva anche l’espulsione ingenua – nel finale – di Maisto per fallo di reazione. Il giocatore sarà squalificato per l’importante match di domenica. Uno scontro diretto visto che il Castelfidardo sarà impegnato nel derby in trasferta contro la Recanatese.

Una delle tante incursioni di Petrucci
Una delle tante incursioni di Petrucci

‘’Un match che non dobbiamo sbagliare. Un incontro che potrebbe decidere un campionato – commenta mister Roberto Cappellacci -. Dispiace per l’espulsione di Maisto. L’ho messo dentro per saltare l’uomo. Veniva da una settimana di febbre alta e antibiotici. Si è fatto buttare fuori senza motivo. Un grosso errore da parte del giocatore. Dovremo cercare di recuperare gli infortunati, anche perché ci stiamo mettendo del nostro. Ci ammaliamo troppo spesso e qualcosa dobbiamo rivedere’’. E soprattutto migliorare una classifica che sta facendo paura. Con il Casteldidardo penultimo in classifica. Dietro solo la Recanatese che insegue a due punti.

CASTELFIDARDO: Molinaro; Marconi, Silvestri, Silletti, Negro; Sassano (34’ st Albanesi), Berardi (22’ st Lodi), Pigini, Montagnoli (20’ st Maisto); Galli, Soragna. A disp. Carnevali, Buffarini, Marchetti, Giuliani, Tombolini. All. Cappellacci

FERMANA: Valentini; Clemente (43’ pt Maghzaoui), Comotto, Bossa, Ispass; Urbinati; Petrucci, Mané, Misin, D’Angelo (27’ st Valdes); Molinari (44’ st Gadda). A disp. Torresi, Ferrante, Forò, Marti, Margarita, Amendola. All. Destro

Arbitro: Bitonti di Bologna

Reti: 33’ pt Molinari (rig), 3’ st Petrucci

Note: espulso Maisto per fallo di reazione al 37’ st


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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