Castelfidardo, secondo tempo da incubo

Il San Nicolò rimonta e manda all’Inferno i biancoverdi

Serie D girone F
Castelfidardo – San Nicolò 1 – 2

Castelfidardo. Buon primo tempo, ma ripresa da dimenticare. Tradotto: Castelfidardo di nuovo sconfitto. Stavolta in casa, contro il quotato San Nicolò. Che ha sofferto al Mancini, ma in pieno recupero ha dato la stoccata decisiva.

Lasciando nella disperazione i fidardensi che erano partiti bene cogliendo il vantaggio dopo sette minuti con il solito Filipponi servito da un Lodi sempre su di giri.

Azione fidardense a centrocampo con Lodi
Azione fidardense a centrocampo con Lodi

Poi esce il San Nicolò che però nel primo tempo non riesce a trovare la via della rete. Sbaglia anche un calcio di rigore nel finale. Per l’arbitro è da rigore il fallo di Massi su Bisegna. Il tiro di Traini  però colpisce il palo.

Lo stesso Traini che nel secondo tempo di testa infila per due volte De Gennaro ribaltando la situazione. Dall’altra parte Soragna non riesce a far male. Finisce 1-2 per il San Nicolò con tanto nervosismo. Con le espulsioni dei due allenatori. Sembra che nell’esultanza del San Nicolò De Angelis abbia rifilato un calcio a un giocatore ospite. La società locale tiene a precisare che invece il mister sia stato travolto dai giocatori del San Nicolò che festeggiavano il gol del vantaggio. Fatto sta che De Angelis ha lasciato lo stadio zoppicando. Il direttore sportivo Sebastiano Vecchiola. “Ci aspettavamo un finale diverso. Il pareggio ci poteva stare. Perché non si è presentato in sala stampa De Angelis? Era molto arrabbiato. Aspettiamo a domani. Ci sarà chiarezza”.

Intanto giovedì incombe il turno infrasettimanale. Con il Castelfidardo di scena sul campo della Civitanovese.

CASTELFIDARDO: De Gennaro;  Massi, Silletti, Filipponi, Testoni; Pigini  (34’ st Kameni), Bordi; Albanesi (40’st Alessandrelli), Lodi, Maisto (11’st Berardi); Soragna. All. De Angelis.

SAN NICOLÒ: Ciotti; Di Stefano, Milillo, De Santis, Mozzoni; Petronio, Stivaletta; Bisegna; Chiacchiarelli (13’st Moretti), Traini, D’Egidio (25’ st Massetti). All Epifani.

Arbitro: Pragliola di Terni

Reti: 7’ pt Filipponi, 28’ st e 47’ st Traini.

Note: ammoniti Petronio, Massi, Chiacchiarelli, Traini. Al 49’st allontanati Epifani e De Angelis per proteste


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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