Castelfidardo, amarezza e rabbia nella prima trasferta di campionato

CAMPIONATO SERIE D girone F

 

Fermana –  Castelfidardo 1 : 0

Fermo. La prima trasferta in campionato è una sconfitta per il Castelfidardo. Amarezza e rabbia nella squadra fidardense che esce dal Recchioni a mani vuote. Finisce 1-0 per la Fermana. Decide un gol di testa di Comotto al 18′ della ripresa che infila nell’angolino De Gennaro dopo un’azione nata da un calcio d’angolo. Il capitano fermano è una spina nel fianco della difesa ospite. Già nel primo tempo (38′) aveva sfiorato il gol, Soragna devia sulla linea.

L'esultanza dei fermani sotto la curva
L’esultanza dei fermani sotto la curva

Il risultato però poteva essere diverso. Reclama vendetta il fallo in pieno recupero di Misin su Soragna in area di rigore. ”Un risultato condizionato da un arbitraggio non all’altezza – urlano i dirigenti fidardensi-. Che nega al Castelfidardo al minuto 93 un netto calcio di rigore. E’ inutile commentare la partita”.

Ancora più duro il commento di mister Gianluca De Angelis in sala stampa. ”Abbiamo subito un furto con scasso. C’era un calcio di rigore a nostro favore che era impossibile non vederlo. Era talmente grande quanto l’arbitro era talmente vicino. Forse non ha avuto il coraggio di fischiarlo, ma chi non ha coraggio deve cambiare mestiere. Cercherò di migliorare i miei, ma non posso migliorare gli arbitri. Lo stadio è rimasto per alcuni secondi silenzioso aspettando il fischio del rigore”. Che non è arrivato mai.

Pochi secondi dopo l’azione contestata dagli ospiti è arrivato solo il triplice fischio. Di una partita: ”dove la Fermana meritava nel primo tempo il vantaggio. Nel secondo avevamo la partita in pugno, ma la maggior esperienza dei padroni di casa ha prevalso anche se abbiamo preso gol solo da un calcio piazzato” chiude De Angelis.

Domenica il Castelfidardo ritorna a giocare in casa. E’ già scontro delicato. Per giunta il terzo derby consecutivo. In casa. Contro una Recanatese uscita vittoriosa ieri, sul proprio campo, contro la Sammaurese (1-0). Un match da non sbagliare.

FERMANA (4-2-3-1): Valentini, Misin, Ispas, Manè, Comotto, Bossa, Petrucci (8′ st Mariani), Urbinati, Molinari (34′ st Omiccioli), Margarita (14′ st Cremona), Russo. A disp. Polverino, Passalacqua, Ferrante, Ghiani, Forò, Marti. All Destro.

CASTELFIDARDO (4-3-3): De Gennaro, Massi, Bordi, Pigini, Silletti, Testoni (44′ st Gaeta), Mbounga, Filipponi, Soragna, Albanesi (32′ st Alessandrelli), Maisto (14′ st Filiaggi). A disp. Muratori, Gregorini, Marchetti, Torelli, Lackhdar, Tombolini. All. De Angelis

Arbitro: Arace di Lugo di Romagna

Rete: 18′ st Comotto


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel Sanremo che non c’è più

E che il Covid non sia la scusa per coprire la latitanza della canzone italiana


3 marzo 2021 – Si può scrivere, perché in fondo lo penso davvero, che la prima serata del 71° Festival della canzone italiana di Sanremo non mi sia piaciuta? Facile sparare sulla Croce Rossa, certo, ma proprio non ce la faccio a trovare aggettivi “complimentosi”. E se a metà serata di un brodo allungato con cento banalità mi sono addormentato sul divano – non mi era mai successo nelle ultime cinquanta edizioni – significa che proprio non mi è piaciuto.

Direte: sei cattivo, ingeneroso, fallo tu, in questi tempi da colera, un Festival come si deve. Un Festival con le mascherine, senza pubblico, con l’obbligo del distanziamento. Anzi, di più, con l’obbligo di farlo a tutti i costi perché i conti Rai vanno messi a posto costi quel che costi.

Osservazioni sacrosante, certo; infatti, fosse dipeso da me non lo avrei fatto. Ma non è questo il punto dal mio punto di vista, sia ben chiaro. Un punto di vista del tutto personale di uno che, siccome paga obbligatoriamente un canone per accendere la Rai, si sente autorizzato a esprimere pubblicamente quel che della Rai gli piace o non gli piace. Direte: se non ti piace, cambia canale. Certo, azione possibile ma, se lo facessi, porrei fine ad una onorata carriera ormai antica di fedelissimo del Festival che in passato non ha mai saltato un’edizione. Perché troncare di netto la mia personalissima corsa verso un record: quello cioè d’ascoltatore fedele nei secoli?

Non ci sono più i Festival di Sanremo di una volta, semplicemente perché non ci sono più le canzoni di una volta, i cantanti di una volta, gli ospiti e le star di una volta. Forse, non c’è più neppure una volta, sì, quella volta là che… E qui casca l’asino, cioè io. Perché una volta non c’è mai stato il Covid di oggi… ma che non sia una scusa, però. Come non sia una scusa che non c’è più il pubblico di una volta.

Ieri sera, Fiorello (in foto a destra) non è mai stato il Fiorello di una volta e, di conseguenza, neppure Amadeus (in foto, a sinistra). Bravi per “mestiere” e nulla più. La co-conduttrice Matilda De Angelis ha fatto simpaticamente e disinvoltamente il suo; Zlatan Ibrahimović ha fatto la caricatura di Zlatan ma lo vedo meglio in pantaloncini corti e scarpette chiodate nonostante l’età; il glam rock di Achille Lauro va da sé che non mi è piaciuto (ma sono io l’asino, l’ho già detto), mentre Loredana Bertè è stata sì quella di una volta grazie al medley di successi del passato. Certo, la Bertè di una volta aveva un’altra voce ma gli anni passano per tutti mentre i successi restano.

Sulle canzoni in gara stendo un velo pietoso, lo stesso velo che si è steso sui miei occhi fino a quando non si sono chiusi portandomi da Morfeo. Finché sono riuscito a tenerli aperti, quel che hanno sentito le mie orecchie hanno fatto stridere i nervi e attanagliare le viscere. Sul palco ad esibirsi, a parte un paio d’eccezioni, non c’erano i testimonial della musica italiana d’autore bensì i più cliccati sul web. E lo sa il mondo intero: non bastano 10 milioni di like per fare di un pezzo una canzone con la C maiuscola, o di un cantante un grande interprete con una grande voce.

Era il primo ascolto quello di ieri, un ascolto per giunta assonnato. Per cui rimando altri giudizi alle successive serate, nella speranza che Morfeo si faccia i fatti suoi. Chiudo con gli ascolti di ieri. 11 milioni 176 mila, pari al 46.4% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata del 71° Festival di Sanremo nella prima parte; la seconda parte ne ha avuti 4 milioni 212 mila con il 47.8%  Lo scorso anno, sempre nella prima serata, la prima parte aveva avuto 12 milioni 480 mila spettatori con il 51.2%, la seconda 5 milioni 697 mila con il 56.2%. Curiosissimo di vedere come andrà questa sera.

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