Calcio: il Castelfidardo conferma Leo Grazioso e Massimiliano Trillini

Campionato serie D 2018/2019

Castelfidardo, 26 giugno 2018 – Arrivano i primi tasselli della squadra che parteciperà al prossimo campionato di serie D. La società biancoverde riparte dalle conferme di due centrocampisti che si sono messi in luce nella passata stagione: Leo Grazioso e Massimiliano Trillini.

Castelfidardo – Al centro: Leo Grazioso

Leo Grazioso, classe ’95, comincia questa nuova avventura con un rinnovato entusiasmo, deciso a mostrare il suo vero valore dopo aver superato i problemi muscolari che l’anno tormentato nella precedente stagione e che ne hanno condizionato il rendimento, pur lasciando intravedere il proprio talento quando è stato chiamato in causa, con le sue 25 presenze e un gol realizzato in campionato, oltre a quello messo a segno nell’amichevole estiva contro l’Ascoli Primavera.
Piede sinistro di pregevole fattura, può essere impiegato sia come regista che come trequartista dietro le punte, aumentando il tasso tecnico della squadra.

Castelfidardo – Al centro, Massimiliano Trillini

Massimiliano Trillini, classe ’92, è stato invece un perno del centrocampo biancoverde nell’ultimo campionato di serie D, concluso con 33 presenze e un gol realizzato.
È alla sua terza stagione con la maglia del Castelfidardo, la seconda in serie D dopo la prima in Eccellenza nel 2015-2016. Giocatore duttile, può ricoprire diversi ruoli a centrocampo integrandosi bene sia in una linea a 4 che in uno schieramento a 3, dove abbina qualità e quantità.
È una vecchia conoscenza di mister Simone Pazzaglia che l’ha avuto al Fabriano-Cerreto nella stagione 2016-2017, con cui ha conquistato la promozione in serie D realizzando 6 gol.

 

di Diego Gallina Fiorini


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Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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