Bruno Cantarini, dello Sporting Club Sant’Agostino, ricorda Fred Mengoni

“Ciao Fred, uomo delle due ruote”

Castelfidardo – Il ciclismo mondiale, quello marchigiano in particolare, piangono la scomparsa a 94 anni dell’osimano Fred Mengoni. Partito appena trentenne alla “conquista” dell’America, ebbe un merito: quello di tenersi sempre legato alla sua terra con un invisibile cordone ombelicale.

Il suo ricordo, da queste parti, resterà a lungo. Tante le iniziative, il sostegno, l’apporto dato al movimento in quegli anni. Lo ricorda così Bruno Cantarini, attuale presidente dello Sporting Club Sant’Agostino.

Fred Mengoni, a sinistra, con Paolo Bettini

Con Fred abbiamo vissuto senza dubbio gli anni più belli della nostra società. Dopo aver sostenuto anche finanziariamente la “Due Giorni Marchigiana” e alcune tappe della Tirreno-Adriatico, nel 2000 volle fortemente che l’appuntamento fidardense diventasse per professionisti. Questo gli permise di portare sulle nostre strade la crema del ciclismo mondiale. Con orgoglio, in una edizione, anche la sua squadra USA. Ha promosso e finanziato quei Gran Premi che hanno portato il suo nome. Edizioni di lusso che videro vincere a Castelfidardo, fra gli altri, anche Danilo Di Luca e Damiano Cunego, nell’ultima edizione Andrea Tonti. Memorabile la gara del 2004 per la presenza dell’intera nazionale italiana. Il percorso fidardense, molto simile a quello delle Olimpiadi, fu impiegato dal c.t. Ballerini come tracciato d’allenamento. Intuizione felice. Ad Atene il podio si tinse proprio d’azzurro nel nome di Paolo Bettini.

Foto d’archivio: da sinistra: il giornalista Beppe Conti, Fred Mengoni e l’ex ct azzurro del ciclismo Franco Ballerini (1964-2010)

Nella sua vita Mengoni, che fece nascere in America negli anni ottanta il ciclismo professionistico scoprendo fra gli altri Greg LeMond, Steve Bauer e George Hincapie, ha avuto forse un solo rammarico. Quello di non essere riuscito a portare per pochissimo a Castelfidardo e Loreto il Mondiale di ciclismo. Ci si lavorò tutti insieme per mesi. Venne perfino la commissione tecnica della UCI a visionare il percorso. Poi ci si bloccò sugli aspetti finanziari. Infatti gli ultimi anni di vita dell’italo americano, lo zio d’America, come lo aveva felicemente etichettato il giornalista sportivo Pier Bergonzi, sono stati i più problematici con i debiti contratti dalla società immobiliare.

L’abbiamo cercato un paio di anni fa – ricorda ancora commosso Bruno Cantarini – per ringraziarlo di quanto fatto per il movimento ciclistico. Non riuscimmo però a parlarci. Ci dissero che nel momento di maggior difficoltà si era distaccato da tutti, chiudendo ogni rapporto con chiunque. Lo avremmo voluto ringraziare per tutto, lui che ancora dopo gli 80 anni non disdegnava la domenica di fare una sgambatura in bicicletta per le strade di New York.

Ci mancherai Fred, per la tua genialità, la passione e quell’attaccamento alla tua terra che ti ha sempre contraddistinto”.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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