Altra sconfitta in casa del Castelfidardo che stenta a ritrovarsi

Mister Manoni: “Dobbiamo tornare ad avere quell’umiltà che ci aveva contraddistinto nella prima parte di stagione”

CASTELFIDARDO – S.N. NOTARESCO 0-1 (0-0 pt)

Calcio Serie D girone F recupero 9ª giornata andata

Castelfidardo, 26 gennaio 2022 – È un momentaccio quello che sta attraversando il Castelfidardo, che non riesce ad invertire la rotta degli ultimi incontri e cede per 1-0 contro il forte San Nicolò Notaresco nel recupero della nona giornata di andata. Non è bastata una prestazione generosa dei fidardensi contro una squadra organizzata e cinica, capace di capitalizzare al massimo le occasioni create.

Castelfidardo che si presenta senza Cardinali, mentre mister Massimo Epifani schiera l’undici titolare di domenica scorsa. Primo squillo degli ospiti al 4’ con un’azione in contropiede finalizzata da Pesce ma Demalija è attento. All’ottavo minuto è Valenti, dopo un’azione personale, a colpire la base del montante con un bel tiro a giro. Uno scatenato Valenti, che si ripresenta al 12’ dalle parti di Demalija chiamando il portiere alla presa plastica in tuffo.

I fidardensi cercano di mettere il muso in avanti ma sbattono su una retroguardia rossoblù organizzata. Al 26’ Braconi tenta la fuga in avanti ma viene agganciato al limite dell’area. Il signor Caggiari lascia correre, provocando le proteste della panchina biancoverde con l’espulsione di mister Manolo Manoni. Alla mezz’ora Blando trova la rete con una bella girata ma il gol viene annullato per un tocco di mano. Ultimi quindici minuti con le due squadre che si difendono con ordine, concedendo poche occasioni.

Ad avvio ripresa cambia il punteggio con Maio che batte Demalija grazie ad una precisa conclusione dal limite dell’area biancoverde. Il Castelfidardo tenta una generosa reazione ma il Notaresco quando attacca crea problemi, e Blando al 55’ da buona posizione conclude centralmente. Gallo al 61’ di testa prova ad impensierire Demalija, senza successo, mentre Marcelli al 63’ lascia i suoi compagni in dieci, causa qualche parola di troppo all’indirizzo del signor Caggiari.

Pesce al 64’ sfiora il raddoppio ospite con una rasoiata a fil di palo, mentre Valenti al 75’ vanifica una clamorosa palla gol a porta vuota. I fisarmonicisti in inferiorità numerica cercano di farsi vedere, in maniera volitiva, e non riescono ad essere incisivi sotto porta. Nonostante il forcing finale locale il punteggio non cambia, ed il Notaresco torna a casa con i tre punti.

Mister Manoni

«Abbiamo commesso alcune ingenuità pagate a caro prezzo – commenta mister Manoni – Dobbiamo tornare ad avere quell’umiltà che ci aveva contraddistinto nella prima parte di stagione, e dobbiamo tornare a fare quelle prestazioni in cui siamo stati compatti ed uniti l’uno con l’altro. Solo così potremo rialzare la testa».

Il Tabellino

CASTELFIDARDO (4-3-3): Demalija; Murati (89’ Testa), Gega, Baraboglia, Mataloni; Fermani (72’ Palladini), Marcelli, De Cesare (72’ Hoxha); Braconi, Bracciatelli, Perkovic (62’ Daniello) A disp. Sprecacè, Fabiani, Morganti, Marckiewicz, Baldoni. Allenatore, Manoni

S.N. NOTARESCO (4-3-3): Shiba; Bellardinelli, Lopez, Gallo, Fredrich; Pesce, Bruno (71’ Diarra), Blando (80’ Scimia); Valenti (90’ Speranza), Maio (89’ Dorato), Esposito (66’ Pampano) A disp. Mariani, Massarotti, Sorrini, Bana. Allenatore, Epifani

Arbitro: sig. Gabriele Caggiari di Cagliari

Rete: 47’ Maio,

Note: Ammonito Fredrich, Bracciatelli Espulso Manoni al 27’ per proteste, al 63’ Marcelli per proteste

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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