6° Trofeo Garofoli Porte: trionfa il ceko Mathias Vacek

Alle sue spalle il campione europeo Andrii Ponomar

Castelfidardo, 1 agosto 2020 – Il 6° trofeo Garofoli Porte, prima gara juniores in Italia dell’era post Covid, è nel segno di Mathias Vacek (Team Giorgi). È lui il trionfatore per distacco dopo una gara avvincente che ha visto emergere nei momenti decisivi della competizione proprio le punte di diamante dei vari team.

Corsa decisa con la fuga di Vacek (lo scorso anno si piazzò all’8° posto), e del campione europeo in carica, l’ucraino Ponomar (Team Franco Ballerini) proprio nell’ultimo strappo a pochi chilometri dal traguardo. Gara che verrà ricordata come quella dei record. Sicuramente per il numero di partenti, ben 229 (con ulteriore deroga arrivata solo in mattinata dalla Federciclismo). Poi per il termometro da bollino rosso che ha contribuito, al di là del già difficile percorso nel finale, a rendere la gara ancor più selettiva per la canicola asfissiante. Ma che ha comunque fatto registrare un’andatura superiore allo scorso anno.

Castelfidardo – Mathias Vacek taglia il traguardo in solitaria

Numeri impressionanti a dimostrazione della voglia di tornare alla normalità. Il tutto sotto lo sguardo del ct. Rino De Candido in vista dei prossimi Europei e che ha tenuto a battezzare quella di Castelfidardo come “un vero e proprio campionato italiano” per la presenza di tutti i migliori corridori.

Delusione invece per il campione italiano in carica, il fidardense Gianmarco Garofoli, che seppur tra i protagonisti della gara, più volte a far capolino in testa e sempre attivissimo, viene forse sacrificato per il gioco di squadra.

LA CORSA

Nelle battute iniziali in pianura (10 giri), causa il caldo torrido, da registrare solo due fughe. La prima con Mezzanotti (Canturino) e Montefiori (Italia Nuova Borgo Panigale), ripresi dal gruppo dopo un giro ed un vantaggio massimo di 40”. Al 55° km nuovo tentativo con Benedetti (Ausonia), Pavesi (Giorgi) ed ancora Mezzamotti (Canturino). “Nascosti” nelle retrovie i corridori più attesi.

La gara entra nel vivo già al primo dei 7 passaggi sullo strappo della Figuretta con Pavesi e Benedetti a far l’andatura ed altri 5 all’inseguimento. Gruppo a ridosso con Garofoli allo scoperto. Nel secondo passaggio protagonista un quintetto capeggiato da Russo (CPS Professional). Nel terzo sarà Kajamini (Italia Nuova Borgo Panigale) a prendere il largo. Ma alle sue spalle il gruppo reagisce con veemenza ricompattando il tutto.

Nel penultimo passaggio ancora un quartetto in fuga. Tra i protagonisti D’Aniello (LVF), Cometti (Team Giorgi), Ponomar e Ghiradi (Aspiratori Otelli). Ma anche questa non sarà la volta buona. La gara si decide infatti poco dopo il suono che segnala l’ultimo giro. Nell’ultimo strappo se ne vanno Vacek e Polonar. Gli altri attardati a controllarsi, ed è l’errore che costerà loro la gara.

I due battistrada capiscono ben presto di avere il destino sulle proprie gambe. Arrivano affiancati fino ai 200 metri. Poi Vacek (che ha già vinto in queste settimane tre gare all’estero) se ne va con Pononar non più in grado di combattere. Ed è dunque il forte portacolori del team Giorgi (squadra premiata per la strategia) a mettere il sigillo a questo 6° Trofeo Garofoli Porte.

Castelfidardo – Il podio del 6° Trofeo Garofoli Porte

Evento, quello organizzato dallo Sporting Club S. Agostino di Bruno Cantarini, che si è corso con tante regole, molti protocolli, ma anche tanta gente a fare da cornice pur nel rispetto delle normative vigenti. Un bell’inizio di stagione che ha offerto sicuramente materiale al Ct. in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. E che ha fatto vedere all’opera, in tutta la sua bellezza, la vera forza giovanile del ciclismo italiano.

ORDINE D’ARRIVO

  • 1) Mathias Vacek (Team Giorgi) km 126,300 in 3h11’35’’ (39,555 km/h);
  • 2) Andrii Ponomar (Team Franco Ballerini) a 2”;
  • 3) Andrea Montoli (Canturino 1902 a.s.d.) ad 8”;
  • 4) Andrea Piras (Aspiratori Otello Cadeo) a 13”;
  • 5) Davide De Pretto (ASD Borgo Molino) a 39”;
  • 6) Giorgio Cometti (Team Giorgi) s.t.;
  • 7) Giovanni Gazzola (Campana Imballaggi) s.t.;
  • 8) Immanuel D’Aniello (Team LVF) s.t.;
  • 9) Ludovico Crescioli  (Casano) s.t.;
  • 10)Lorenzo Germani (Team Work Service Romagnano)s.t.

Partiti 229.  Arrivati 48.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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