37ª Due Giorni Marchigiana

Il cuore del ciclismo in questo fine settimana è a Castelfidardo

Castelfidardo, 18 maggio – All’indomani del passaggio del Giro d’Italia nella bellissima tappa Assisi-Osimo vinta dalla maglia rosa, il britannico Simon Yates, è questa volta il ciclismo dilettantistico a tornare sulle strade marchigiane.

L’appuntamento è per sabato 19 e domenica 20 maggio con gli Elite Under 23. Un fine settimana nel segno della Due Giorni Marchigiana che gli appassionati delle due ruote si apprestano a vivere con la solita passione.

Castelfidardo – Natali vince in volata il Gran Premio Santa Rita edizione 2017

A livello organizzativo tutto è oramai pronto nella patria della fisarmonica. E non potrebbe essere diversamente visto la decennale esperienza maturata dall’equipe di appassionati guidata da Bruno Cantarini e Luciano Angelelli. Ricordiamo infatti che quella che sta per prendere il via è l’edizione numero 37.

Cosa si aspettano gli appassionati? Sicuramente due giornate intense che, da copione, riserveranno gare spettacolari e tecnicamente elevate, allestite, come solito, sotto l’egida dello Sporting Club S. Agostino.

Il parterre che si prospetta è di indubbio spessore. Sono 28 le squadre iscritte di cui 25 italiane (fra gli altri i team Petroli Firenze, Colpack, Zalf, Gallina Colosio, General Store, Viris Vigevano) e tre straniere in rappresentanza di Svizzera, Russia e Romania. Fra i partecipanti il gotha dei dilettanti. Si pensi che nella classifica dei migliori Under 23 nazionali, stilata in base ai piazzamenti ottenuti nel 2018, dei primi venti ben nove sono presenti a Castelfidardo.

Correranno su queste strade Filippo Tagliani (team Gallina Colosio) con all’attivo il record di 6 vittorie stagionali; Byriel Iversen Rasmus (General Store) che ha centrato ad oggi quattro vittorie; Umberto Marengo (Viris Vigevano) cinque volte sui vari gradini del podio. Da segnalare anche Mattia Basi, Samuele Battistella, Andrea Toniatti, Jalel Duranti, Michel Piccot e Cezary Grodzicki.

Castelfidardo – Gran Premio Santa Rita, sabato 19 maggio

Sabato 19 – GRAN PREMIO SANTA RITA (Trofeo Foridra)

La prima gara, per le caratteristiche del percorso particolarmente ondulato nella parte iniziale e con lo strappo finale verso San Agostino, appare particolarmente adatta agli scalatori.

I 176 corridori partenti dovranno coprire 171,500 chilometri. Dopo il via a passo turistico da Sant’Agostino, la gara entrerà nel vivo alle 13.30 con la biandierina che si abbasserà da bivio Querciabella.

La corsa, nel tratto iniziale completamente pianeggiante si snoderà inizialmente su un percorso di km. 6,200 (da ripetere 13 volte) toccando anche bivio Laghi e bivio Brandoni. A questo punto si devierà verso S. Agostino con il nuovo tracciato nettamente selettivo che toccherà Crocette, Acquaviva, bivio Laghi, bivio Brandoni, bivio Querciabella (km. 12,800 da ripetere 7 volte).  Arrivo previsto intorno alle 17,30 – 17,50 secondo l’andatura chilometrica.

Castelfidardo – Trofeo Città di Castelfidardo, domenica 20 maggio

Domenica 20 – TROFEO CITTA’ DI CASTELFIDARDO (Trofeo Cisel)

Si correrà sotto gli occhi del presidente federale Renato Di Rocco il secondo appuntamento dedicato ai velocisti, quello di domenica 20, valevole invece per aggiudicarsi il Trofeo Città di Castelfidardo – Trofeo Cisel.

In questo caso saranno 174,100 i km totali. Partenza alle 13.20 a passo turistico da Piazza della Repubblica, cuore della città. Il via ufficiale alla competizione poi da Acquaviva per toccare Cerretano, bivio Laghi, Campanari e Villa Musone di Loreto. Arrivo previsto intorno alle ore 17.30.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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