Tutti i risultati della Decarun a Camerano

Numerosi gli impegni sportivi per l’Atletica Osimo e per il Team Atletica Marche in questo inizio di settembre. Domenica 4, nella mattinata, terza edizione di “DECARUN CAMERANO”, corsa su strada organizzata dall’ASD Atletica Osimo in collaborazione con Decathlon Camerano e con l’Amministrazione comunale e la Pro Loco locali.

tutti i risultati

La competizione, valida come prova per il Grand Prix Strada Master Marche e come prova per il Grand Prix Giovanile Strada, ha visto il successo di Giovanni Moretti dell’Atl. Potenza Picena su Cristian Brunori del G. S. Giannino Pieralisi e Gianni Mitillo del G. P. Avis Castelraimondo.

Decarun 2016, la partenza master uomini (foto Decathlon Camerano)
Decarun 2016, la partenza master uomini (foto Decathlon Camerano)

Prima all’arrivo tra le atlete, Martina Testarmata dell’Atl. Fabriano. Per la società organizzatrice era presente Bruno D’Addario, giunto intorno alla ventesima posizione.

Nelle categorie giovanili, l’Atletica Osimo ha partecipato con la cadetta Agnese Moschella, terza al traguardo nella sua categoria che prevedeva la distanza di 2000 m; stesso percorso per le ragazze con Fatima Ezzara Houti al secondo posto, seguita subito dopo da Gaia Valente. Nei 2000 m. ragazzi netta affermazione di Tommaso Ajello; quinta posizione per Dennis Mengoni.

Decarun 2016, la partenza delle ragazze cadette
Decarun 2016, la partenza delle ragazze cadette

Tra gli esordienti, impegnati sulla distanza di 500 m, Alessandro Tomarelli, Pietro Polenta, Cesare Iacovacci, Angelica D’Addario, Letizia Tonti, Sara Grossi, Aya Birouk, Rebecca Taffo e Hiba Birouk.

Il primo fine settimana di settembre ha portato numerosi titoli regionali per i Master dell’Atletica Osimo, raccolti durante i Campionati Regionali Individuali su pista che si sono svolti sabato 3 e domenica 4, proprio ad Osimo, ma dei quali parleremo più diffusamente in seguito.

Sergio Fossati Pesaresi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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