Trasferta amara in Toscana per la Pallamano Camerano

Prova di carattere dei gialloblù in quel di Poggio a Caiano che fa valere l’esperienza

Pallamano maschile serie A2 girone C

Ambra – Camerano: 28 : 22

primo tempo: 17 : 10

Prato – L’ultima di campionato per la Pallamano Camerano è andata in scena sabato 24 fuori casa al Palasport G. Pacetti di Poggio a Caiano, la quinta del girone di ritorno.

I gialloblu si sono presentati in Toscana in forma ridotta: solo in dieci per l’assenza degli infortunati Recanatini, Marseglia, Fabiani, e gli assenti giustificati per motivi di lavoro Pagliarecci, Osimani, Monaci.

Ponte a Caiano – Un gol del pivot Cirilli

Impavidi però, consci di dover affrontare una compagine come l’Ambra che oltre ad essere la quarta in classifica è una squadra che ha sempre militato in serie A.

L’inizio è a favore dei cameranesi, con l’Ambra che fatica a superare gli ospiti, anche se poi ci riesce al 20° del primo tempo per due lunghezze: 10-8. A quel punto, i padroni di casa si chiudono in difesa e vuoi per la fisicità vuoi per il campo stretto e senza margini a lato, si complica l’attacco dei cameranesi. Il primo tempo termina sul 17 a 10.

Ponte a Caiano – Il Camerano in attacco

Nel secondo tempo i ragazzi di Cardogna scendono in campo con le idee più chiare, pungolati dal portiere Sanchez danno il meglio di sé sorprendono gli avversari e rimontando fino a -3 (20 : 17). Ma le energie spese sono state tante. Sopraggiunge la stanchezza e qualche errore di troppo. L’Ambra riconquista sicurezza e la partita termina 28 a 22.

Ambra: Ballini 4, Chiaramonti 8, De Stefano 5, Geraci, Mannocci, Maraldi 1, Morini, Pozzi 6, Trinci, Biagiotti, Liccese 4, Paviano, Ballerini, Scipioni,
Allenatore Cavicchiolo

Camerano: Badialetti 4, Boccolini 3, Campanale, Marinelli 4, Recanatini, Sanchez, Scandali 3, Cirilli 3, Gardi 1, Manfredi 4.
Allenatore Cardogna

Prossimo appuntamento domenica 4 marzo ore 18.00 al palazzetto di Camerano che ospiterà il Parma .

 

di Rosalba Rubini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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