Terza edizione della Decarun a Camerano

Domenica 4 settembre l’appuntamento per i podisti grandi e piccoli è in piazza Roma

Decarun 2015, la partenza della categoria esordienti in piazza Roma a Camerano
Decarun 2015, la partenza della categoria esordienti in piazza Roma a Camerano

Con lo slogan: “Decarun Camerano ti aspetta, pronti via!” appuntamento domenica 4 settembre in piazza Roma nella città di Carlo Maratti. Questa terza edizione della corsa podistica, per la prima volta competitiva, comprende una manifestazione agonistica di 10 chilometri valevole come tappa Fidal “Gran Prix Master su strada”, e una di 3 chilometri denominata “Gran Prix giovanile settore promozionale.

Il percorso della 10 chilometri si snoderà fra le vie della città e permetterà di scoprirne il patrimonio artistico-culturale senza per questo affrontare difficili dislivelli.

I podisti iscritti, potranno parcheggiare i propri mezzi nell’area del Palazzetto dello Sport che dista a piedi pochi minuti dal centro. Inoltre, sempre nel palazzetto, gli stessi avranno l’utilizzo gratuito delle docce. Infine, durante la manifestazione, l’organizzazione mette a disposizione degli atleti un punto ristoro.

ISCRIZIONI
Le iscrizioni alle gare sono offerte gratuitamente a tutti i tesserati Fidal da Decathlon Camerano. Le iscrizioni a tutte le gare dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24:00 di giovedi 2 settembre 2016 presso l’area riservata on line FIDAL: http://marche.fidal.it/; o all’indirizzo mail: sigma.strada@fidalmarche.com

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE
Possono partecipare gli atleti residenti in Italia e stranieri che abbiano i seguenti requisiti:
1) Atleti tesserati per l’anno in corso con società affiliate alla Fidal. (Alle gare regionali sono esclusi

gli atleti della lista Elite, salvo propria regione di tesseramento).
2) Atleti tesserati per l’anno in corso, con Enti di Promozione Sportiva (EPS) convenzionati con la

Fidal, settore Atletica Leggera. Non saranno valide le tessere rilasciate per l’attività agonistiche

che non siano atletica leggera; esempio: podismo, corsa, calcio, tennis, ciclismo, ecc…
3) Atleti italiani e stranieri in possesso della RunCard Fidal (stranieri non residenti solo nelle gare

internazionali), abbinata con certificato medico d’idoneità agonistico specifico per l’atletica

leggera che dovrà essere esibito agli organizzatori in copia orignale e conservato in copia agli

atti della società organizzatrice. Tutti i possessori della RunCard e tesserati per enti

promozionali (EPS) verranno inseriti regolarmente nella classifica finale, ma non potranno

godere di rimborsi, bonus o accedere al montepremi.
4) Ai sensi delle normative Fidal, non è ammessa la partecipazione alle gare con il solo certificato

medico agonistico.

Decarun 2015: il podio maschile
Decarun 2015: il podio maschile

Alla passeggiata non competitiva e alla minipodistica possono partecipare tesserati e non

tesserati. Tutti i partecipanti devono essere in regola con le norme vigenti sulla tutela sanitaria per

l’attività agonistica.

Decarun 2015: il podio femminile
Decarun 2015: il podio femminile

PREMI
10 km agonistica: Cat. Assoluta (all-jun-prom-sen) primi tre classificati, maschili e femminili.

10 km agonistica: Cat. Gran Prix Master primi tre classificati, maschili e femminili.

Cat. 35-39; 40-44; 45-49; 50-54; 60-64; 65-69; 70-74; 75 e oltre.

Mt. 2000 ragazzi/e (2003-2004) primi 6 classificati, maschili e femminili.

Mt. 2000 Cat. Cadette (2001-2002) prime 6 classificate.

Mt. 3000 Cat. Cadetti/e (2001-2002) primi 6 classificati, maschili e femminili.

Mt 500 esordienti A (2005-2006): 1° classificato, maschile e femminile: coppa

Mt 500 esordienti B (2007-2008): 1° classificato, maschile e femminile: coppa

Medaglia ricordo per tutti.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi