Tanto cuore e poca testa per Camerano che pareggia col San Lazzaro

Coach Capurro: “Partiti bene poi ci siamo persi per strada”

CAMERANO – TECNOCEM 85 SAN LAZZARO 25-25 (11-13 pt)

Handball serie A2 girone B

Camerano, 27 settembre 2021 – La Pallamano Camerano aggancia il pareggio in extremis contro la neopromossa San Lazzaro, dopo il bel successo esterno ai danni dell’Ambra. Avvio di partita equilibrato tanto che a sbloccare il risultato per i padroni di casa ci pensa Gardi al 5′. Gli ospiti cercano di rispondere agli attacchi dei gialloblù ma al 10′ Antonelli porta il vantaggio sul 4-1.

Buona la reazione del San Lazzaro, nonostante le ottime parate del giovane portiere Rossi, che riesce a passare in vantaggio 6-7 al 19′ del primo tempo. La partita si mantiene in equilibro con gli ospiti che grazie ad una buona organizzazione difensiva e azioni veloci in attacco mantengono il risultato ancora in bilico, però la prima frazione di gioco si conclude con il San Lazzaro in vantaggio per 11-13.

Inizio di secondo tempo con un paio di cambi da parte di coach Fernando Capurro, dentro il portiere Mario Sanchez, Daniel Selmani e Gianmarco Marinelli, ed i risultati si vedono con la partenza sprint dei padroni di casa, che in cinque minuti ritrovano il vantaggio sul 15-14. Prosegue l’equilibro tra le due squadre con ritmi altissimi anche nella seconda frazione, a metà secondo tempo il punteggio rimane in parità 18-18.

Un paio di disattenzioni difensive per i padroni di casa, ed il portiere degli ospiti che para anche l’impossibile, ed il San Lazzaro è in vantaggio quando mancano otto minuti alla fine della partita per 19-23. Le speranze di rimonta per Camerano arrivano grazie a Gardi, Antonelli e Bilò, oltre all’eterno Sanchez in porta, ed a quattro minuti dalla fine il punteggio è sul 23-24 per San Lazzaro. Finale emozionante con Tommaso Marinelli che riesce a pochi secondi dalla fine a strappare il pari contro un ottimo San Lazzaro, il risultato finale è 25-25.

«Oggi abbiamo giocato con tanto cuore e poca testa – commenta coach Capurro – Abbiamo giocato bene i primi dieci minuti del primo tempo poi ci siamo un po’ persi per strada. Nel finale abbiamo ripreso a giocare in maniera più veloce e siamo riusciti ad agguantare il pareggio, però dobbiamo migliorare perché ci aspettano partite difficili».

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Sanchez, Giambartolomei 4, Bilò 5, Marinelli T. 1, Gardi 3, Scandali 3, Selmani 1, Marinelli G. 3, Papa, Coppari, Antonelli 3, Brilli, Boccolini 1, Casavecchia, Badialetti 1, Rossi All. Capurro 

TECNOCEM 85 SAN LAZZARO: Calistri 8, Rossini, Bozzoli 1, Norfo 8, Mingarelli, Venturi 3, Cimatti, Dallari, Tedros, Mei 2, Semprini 2, Tedros, Mei 2, Semprini Cesari 2, Argentin 1, Magri, Dall’Olio All. Jelich

Arbitri: Passeri Alex – Rinaldi Stefano

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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