Stop di tre settimane al campionato Handball di A2

Il parere di coach Davide Campana della Pallamano Camerano

Camerano, 20 novembre 2020 – Periodo di stop per la Pallamano Camerano per tre settimane nel rispetto degli ultimi protocolli. La F.I.G.H. (Federazione Italiana Gioco Handball), ha diramato in un comunicato la sospensione di almeno tre settimane per i campionati nazionali di A2 sia femminili che maschili.

La misura, che ricalca quella già in vigore per la Serie A Beretta, prevede uno slittamento delle date degli incontri al fine di permettere l’attuazione del protocollo nelle modalità previste. In parallelo, infatti, la FIGH ha aggiornato il calendario dei campionati di A2 maschili e femminili.

Camerano – Coach Davide Campana 

Nel dettaglio, la stagione degli uomini, già partita, subirà uno stop di tre settimane fino alla ripresa del 12 dicembre prossimo. Quest’ultima, interesserà i soli gironi A e B dell’A2 maschile. Il tutto, allo scopo di rendere sempre più adeguate all’attuale situazione emergenziale le decisioni assunte per la massima tutela possibile della salute dei tesserati. In base a questa nuova normativa vi sarà l’obbligo del tampone settimanale (molecolare o antigenico) al quale dovranno essere sottoposti atleti e ufficiali di squadra.

«Credo sia una decisione molto responsabile – commenta coach Davide CampanaLa federazione, vista la difficile situazione che abbiamo in tutto il territorio, ha preso questa decisione in modo che tutte le squadre si possano organizzare per il nuovo protocollo. Da parte nostra facevamo già questo controllo sanitario con i tamponi ancor prima che la federazione diramasse la nuova normativa, e quindi ci siamo allenati in sicurezza. Gli allenamenti comunque proseguiranno nonostante questo stop, e continueremo a fare i tamponi settimanalmente. Credo sia una scelta responsabile ed allo stesso tempo ottimale, perché lo sport deve andare avanti per il bene di tutti, vista la sua importanza per l’intera comunità, in sicurezza come dice il nuovo protocollo della F.I.G.H.».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

© riproduzione riservata


link dell'articolo