Si avvicina il debutto in Eccellenza per il Camerano Calcio

Una categoria che vorremmo mantenere per parecchi anni

La formazione del Camerano scesa in campo nell'amichevole con l'US Ancona 1905 di qualche giorno fa: in pieddi da sx: Michele Principi, Alessandro Angelici, Matteo Stella, Fabio Tombesi, Andrea Salvatore, Elia Donzelli. Accosciati da x: Mattia Santoni, Tommaso Polenta, Luca Defendi, Rafael Bondi, Elia Santoni.
La formazione del Camerano scesa in campo nell’amichevole con l’US Ancona 1905 di qualche giorno fa: in pieddi da sx: Michele Principi, Alessandro Angelici, Matteo Stella, Fabio Tombesi, Andrea Salvatore, Elia Donzelli. Accosciati da sx: Mattia Santoni, Tommaso Polenta, Luca Defendi, Rafael Bondi, Elia Santoni.

Camerano. E’ un Camerano che vuol essere protagonista anche in Eccellenza. Un nuovo torneo, un salto storico per la società gialloblu nel massimo campionato regionale. I dirigenti predicano prudenza. Sussurrano di voler disputare ‘’un campionato tranquillo, poi quello che verrà sarà tutto di guadagnato’’, ma la qualità nel roster a disposizione di mister Luca Montenovo è alquanto aumentata.

’Forse anche troppo per gli obiettivi che ci siamo prefissati – sorride il d.s. Massimiliano Trozzi, 36 anni, tornato al Camerano a marzo dopo un periodo di inattività dovuto a problemi di lavoro – per noi si tratta di un campionato tutto nuovo’’.

L’ultimo acquisto risponde al nome di Renato Rafael Bondi, classe1981, brasiliano.

’E’ venuto a svolgere la preparazione con noi perché si voleva avvicinare a casa. Si è inserito bene nel gruppo e siamo riusciti a trovare l’accordo’’.

Un centrocampista offensivo di spessore. L’ultimo anno passato con la Civitanovese in Eccellenza, ma in precedenza ha vestito, tra le varie, anche la maglia dell’Ancona in D e C, ma anche Perugia, con varie stagioni in B tra Salerno, Arezzo e Grosseto. Con Bondi in squadra l’asticella stagionale del Camerano non può che alzarsi, puntando ai playoff. Ma non c’è solo Bondi: nel gruppo i nuovi sono Elia Santoni che andrà a far compagnia ai fratelli Mattia e Michele. In attacco Elia Donzelli, in difesa Nicola Santini. E poi una coppia di giovani: il difensoreAngelici e l’attaccante Filippetti, entrambi classe 1998.

Hanno salutato il gruppo i vari Spina, Brandoni, Rrhudo, Taddei e Piangerelli. Sarà un’Eccellenza alquanto tosta.

’Metto tre squadre un gradino sopra le altre – sentenzia il ds –  Fabriano, Cerreto,    Sangiustese e Montegiorgio. Attenzione anche al Tolentino, perché tutti gli anni esce sempre fuori’’.

Proprio il Montegiorgio sarà il primo avversario del Camerano in campionato. In casa.

Appuntamento per i tifosi al 3 settembre al Montenovo (i lavori per sistemare tribune e spogliatoi partiranno solo la prossima primavera).

’Oltre a fare un discreto campionato, investendo anche sul settore giovanile, vorremmo riavvicinare il paese alla squadra. Sentiamo troppo il distacco. Non vediamo ancora la passione che serve a ripagare gli sforzi di società e squadra. Anche perché abbiamo un progetto importante – conclude Massimiliano Trozzi –  rimanere in categoria diversi anni. La D? Per ora non abbiamo le basi e le potenzialità per fare un ulteriore salto soprattutto a livello organizzativo, dirigenziale e logistico’’.

In futuro, però, mai dire mai.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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