Serie B. Buona la prima per la pallamano Camerano contro il Vasto

Al palazzetto di via Bagacciano la serie b maschile non stecca all’esordio

Handball maschile  Serie b girone Marche-Abruzzo

Camerano-Vasto: 27-22

Camerano: Badialetti, Baldoni, Boccolini, Campanale, Fabiani, Marinelli, Marseglia, Mazzoni, Osimani, Pagliaricci, Recanatini D., Recanatini P., Scandali, Cirilli. All. Cardogna

Vasto: Jains Mouns, Bevilacqua C., Ruffini, Verardi, Di Cada, Mungo, Murgui, Biccardi, Carlucci, Galante, Bozzeni, Bevilacqua G., Squeo. All. Bevilacqua

 

Un'azione d'attacco del Camerano
Un’azione d’attacco del Camerano

Camerano. Gran pubblico al palazzetto dello sport per la prima di campionato della Handball Camerano  maschile che gioca contro il Vasto. L’esordio stagionale in serie B girone Marche-Abruzzo dei ragazzi di mister Cardogna non poteva essere più positivo.

Gli abruzzesi del Vasto alla fine vengono regolati 27 a 22, nell’arco di un incontro giocato sul filo del testa a testa iniziale. Fischio d’inizio e bastano dieci secondi al Camerano per segnare il primo gol della stagione. Recuperato immediatamente dal Vasto.

Si va avanti così per i primi venti minuti di gioco, con le squadre che sembrano giocarsela ad armi pari. Ma è il Camerano ad essere più incisivo nelle azioni d’attacco e inizia ad imporre il suo gioco. Alla fine del primo tempo va al riposo in vantaggio 16-11.

L'esultanza a fine gara dei locali
L’esultanza a fine gara dei locali

Il secondo tempo è un po’ la replica del primo, con i locali attenti a non farsi sorprendere. Il vantaggio accumulato nella prima frazione resta immutato.

Negli ultimi sette minuti di gioco il Vasto prova a recuperare segnando due gol di seguito, ma il Camerano replica con una tripletta vanificando gli sforzi degli abruzzesi.

Come detto, si chiude sul 27 a 22 con i ragazzi di Cardogna che vanno sotto la doccia più che soddisfatti. È solo l’inizio, certo, ma se il buon giorno si vede dal mattino…


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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