Serie A2 Pallamano: Chiaravalle batte Camerano 25 : 19

Partita delicata per i biancoblù che si riscattano dopo la sconfitta con il Secchia Rubiera

Serie A2 maschile

Pallamano Chiaravalle – Camerano 25-19

Primo tempo 13 : 11

Chiaravalle – Inizio prorompente per i chiaravallesi che si portano immediatamente in vantaggio con punteggio di 4 reti a 2 nei primi dieci minuti di gara. Primo tempo unicamente di marca biancoblu, buona la prestazione difensiva dei padroni di casa, che permette a Ballabio di fare buona guardia dalla porta.

Bene anche in attacco e al termine della prima frazione di gioco Chiaravalle chiude avanti 13-11.

Chiaravalle – Un’azione di gioco

Nella ripresa, reazione prevedibile del Camerano ma i ragazzi di mister Fradi sono intenzionati a chiudere definitivamente i conti. Al termine dei 60′ il risultato è fissato sul punteggio di 25-19.

Chiaravalle – Timeout di mister Fradi

Chiaravalle va a tre punti, adesso però arrivano due trasferte proibitive: Massa Marittima e Rapid Nonantola. Ci si pensa domani,  per adesso la formazione chiaravallese si gode questa importante affermazione.

Sul fronte opposto c’è il rammarico per i due punti persi e in qualche modo sognati: lo scorso campionato il Camerano aveva vinto entrambi gli incontri. Ieri, invece, si è dovuto arrendere ad un Chiaravalle decisamente più motivato. Prossimo incontro per i gialloblù domenica 5 novembre in casa contro l’Ambra.

Il Chiaravalle in attacco

Pallamano Chiaravalle: Ballabio, Tanfani, Evangelisti 5, Ceresoli S.8, Ceresoli M.1, Brutti 2, Vichi 2, Giombini 2, Selimi 4, Santinelli, Maltoni, Rumori, Piombetti, Savoca, Braconi 1. All. Fradi

Camerano: Badialetti 4, Beducci, Boccolini, Campanale, Fabiani, Marinelli 3, Osimani, Pagliarecci 4, Recanatini M., Recanatini P.1, Sanchez, Scandali 4, Cirilli 1, Gardi 2. All.  Cardogna.

Arbitri: Ramoul, Marcelli

Risultati 4ª giornata – andata

PARMA-POGGIBONSESE 35-30

MONTEPRANDONE-SECCHIA RUBIERA 30-37

AMBRA-RAPID NONANTOLA 26-31

CHIARAVALLE-CAMERANO 25-19

CARRARA-FAENZA 20-24

BASTIA-MASSA MARITTIMA 25-29

Prossima giornata 5ª andata

POGGIBONSESE-MONTEPRANDONE, SECCHIA RUBIERA-BASTIA, RAPID NONANTOLA-CARRARA, MASSA MARITTIMA-CHIARAVALLE,  CAMERANO-AMBRA, FAENZA- PARMA.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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