Sergio Palazzi è ancora il coach della pallamano Camerano

Diramati i gironi di A2 del campionato 2019-20

Camerano 9 luglio 2019 – La Pallamano Camerano riparte da coach Sergio Palazzi. Dopo aver chiuso in maniera positiva la scorsa stagione, la società ha optato per la riconferma del giovane tecnico che ha ottenuto risultati importanti sia in prima squadra che nel settore giovanile.

Camerano – Coach Sergio Palazzi

I gialloblu hanno formalizzato l’iscrizione alla prossima A2 che li vedrà inseriti nel girone B insieme a Bologna United, Parma, Chiaravalle, Romagna, Cingoli, Casalgrande, Ambra, Tavarnelle, Fiorentina, Pallamano 2 Agosto, Poggibonsese, Nuoro, Secchia Rubiera, Verdeazzurro.

Un girone che vedrà due derby marchigiani, contro Cingoli e Chiaravalle, ed altre sfide affascinanti con coach Palazzi soddisfatto della riconferma e pronto per rimettersi al lavoro: “Sono contento di allenare la Pallamano Camerano anche per la prossima stagione – rimarca l’allenatore gialloblu – Abbiamo iniziato un percorso che richiede tempo e una sola stagione è decisamente troppo poco per valutarlo. Ci sono però segnali positivi e da quelli ripartiamo per affrontare una stagione che per quanto riguarda tutti gli aspetti, dalle prestazioni delle prima squadra, ai numeri e alla qualità del settore giovanile e alla struttura societaria, non può vederci fare passi indietro né stabilizzarci. Dobbiamo crescere e dobbiamo trasformare questo desiderio in fatti”.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi