Prosegue con le giovanili la ricca stagione della Pallamano Camerano

Il punto con Cristiano Giambartolomei, preparatore dei portieri

Camerano, 3 giugno 2021 – Una stagione da ricordare sicuramente per la Pallamano Camerano. Se per la prima squadra è arrivato il meritato riposo dopo una stagione lunga ma ricca di soddisfazioni, con il terzo posto finale in un girone dove Carpi e Secchia Rubiera hanno guadagnato la promozione in A1, per il settore giovanile si è appena entrati nel vivo come spiega Cristiano Giambartolomei, preparatore dei portieri nonché grande protagonista della stagione dei ragazzi.

Cristiano Giambartolomei

«È stata una stagione molto impegnativa, per i vari motivi che oramai ben conosciamo – riassume Cristiano – La società ha fatto sforzi incredibili per quanto riguarda i protocolli di sicurezza e siamo riusciti ad infondere fiducia a tutti gli atleti e, cosa fondamentale, anche alle famiglie stesse. Tranne casi sporadici, ci siamo ben allenati durante tutta la stagione anche con il settore giovanile dove, con grande soddisfazione e sacrifici, abbiamo ottenuto ottimi risultati: l’U17 maschile parteciperà alle “Finals nazionali”, che inizieranno giovedì 3 giugno, mentre l’U19, sempre maschile, sarà impegnata dal 10 al 13 giugno al centro federale di Chieti per le finali nazionali. Per concludere, dal 6 all’11 luglio sono impegnate le U15 sia maschili che femminili,entrambe vincitrici da imbattute dei propri campionati. Non va dimenticato, inoltre, che l’U15 femminile di fatto ha disputato anche il campionato Under 17, non centrando d’un soffio la qualificazione alle finals nazionali».

Da sempre la società Pallamano Camerano ha creduto nel settore giovanile e, grazie ad un grande lavoro da parte di tutto lo staff e alla crescita dei ragazzi, i risultati si sono evidenziati con gli enormi passi avanti fatti registrare dalla prima squadra.

«Una grande soddisfazione – prosegue il preparatore dei portieri Giambartolomei – Per quanto riguarda l’aspetto tecnico dei portieri è stata una stagione strana, dove non abbiamo lavorato come avremmo potuto, soprattutto nei mesi invernali. Verso la fine del campionato, con gli appuntamenti che si sono sempre più accumulati, è stato difficile affrontare un programma di lavoro ben fatto su cicli impegnativi, però sono sicuro che la prossima stagione partiremo alla grande considerato il potenziale che c’è anche nel settore giovanile, ed offriremo un lavoro di qualità superiore».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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