PER L’ANCONA CALCIO 1905 LA PROPRIETÀ DEI TIFOSI FINISCE QUI

Una gestione malsana dei vertici-tifosi fa fallire un progetto forse impraticabile. Alla ribalta nuovi soci spuntati dal nulla

Da sinistra: Gianfranco Mancini, un collaboratore di Mastropietro, l'avvocato Prioreschi, Riccardo Leone e Ugo Mastropietro.
Da sinistra: Gianfranco Mancini, un collaboratore di Mastropietro, l’avvocato Prioreschi, Riccardo Leone e Ugo Mastropietro.

Calcio, Lega Pro. L’Ancona non è più una società gestita dai tifosi. Nella tarda serata di ieri, (sabato), infatti, nello studio del notaio Sabatini, l’agente di commercio pugliese Riccardo Leone ed il gioielliere aquilano Ugo Mastropietro hanno provveduto alla ricapitalizzazione dell’Us Ancona 1905 srl (coprendo le perdite e portando il capitale sociale a 200mila euro, come riporta il comunicato ufficiale), ed automaticamente sono diventati soci forti del club dorico, rispettivamente con il 45% ed il 40%.

Rimangono, come soci minori, Fabiano Ranieri con il 13% e Sosteniamolancona con il 2%. Esce definitivamente di scena la Fondazione, oltre ai vecchi soci minori espressione dell’ex patron Andrea Marinelli. David Miani resterà amministratore delegato almeno fino a dicembre, mentre il prossimo direttore generale sarà Gianfranco Mancini, attualmente responsabile del settore giovanile.

La trattativa è stata condotta, per i nuovi soci, dall’avvocato Maurilio Prioreschi, famoso per aver difeso Moggi nel processo Calciopoli e, addirittura, Enrico “Renatino” De Pedis, storico capo della Banda della Magliana.

Il regista dell’operazione è stato lo stesso Mancini, presente in ogni momento clou: corre voce, però, che l’uomo forte di questa nuova proprietà sia Gianfranco D’Angelo, imprenditore ascolano, e già collaboratore di Mancini per il settore giovanile. D’Angelo, con un passato anche nel settore giovanile dell’Ascoli, avrebbe influito, e non poco, nel buon esito della trattativa.

Ora è corsa contro il tempo per evitare la penalizzazione: scade lunedì il termine per pagare gli stipendi di luglio ed agosto, con relativi contributi e la società, si legge nel comunicato ufficiale, farà di tutto per rispettare la scadenza. Sarebbe una vera impresa.

di Claudio Marconi

 

La nota di PaFil

 

È durato poco il sogno che tutti i veri tifosi hanno sognato almeno una volta nella vita: quello di poter gestire in prima persona la propria squadra del cuore. Qui, ad Ancona, è durato poco più di una stagione. Giusto il tempo di chiudere i bilanci di un anno per rendersi conto dei limiti del progetto. E degli uomini che lo hanno coordinato con una cecità indicibile.

David Miani resterà ai vertici dell'Ancona 1905 anche dopo l'ingresso dei nuovi soci di maggioranza
David Miani resterà ai vertici dell’Ancona 1905 anche dopo l’ingresso dei nuovi soci di maggioranza

Inutile, adesso, star qui a far nomi e cognomi perché li conoscono tutti. Inutile mettere alla gogna i responsabili perché, incredibile anche questo, qualcuno sta ancora lì in vetta anche dopo il cambio al vertice. Inutile insistere, perché sarebbe come parlare a un sordo.

Con l’ingresso in società dei nuovi Leone, Mastropietro e Mancini – e di quelli senza nome e senza volto che stanno sopra o dietro di loro – si apre uno spiraglio di fiducia nuova. L’ennesima richiesta di fede e di speranza rivolta a una piazza esasperata che non ne può più di sentirsi presa per i fondelli. I tifosi anconetani ne hanno dovute subire troppe, di delusioni, nell’ultimo decennio per pretendere un loro credito a scatola chiusa.

Un credito che neppure noi ci sentiamo di riconoscere a questi nuovi signori emersi dalle nebbie dell’ambiguità. Dov’erano lor signori a luglio,  quando c’era tutto il tempo di fare una trattativa d’acquisto senza frenesia e senza patemi?

Che lo sappiano da subito. Dovranno sudare le proverbiali sette camicie, e scucire parecchio denaro, e lavorare sodo e seriamente per acquistare credibilità e consenso da noi.

Resta un grosso rammarico dentro, però. Perché quel sogno della proprietà di una squadra di calcio gestita dai tifosi aveva intrigato tanta gente. Peccato. Non è vero che per realizzare un sogno basta crederci con tutto te stesso, no. Per far sì che un sogno diventi realtà occorrono parecchi denari: sia per inseguirlo, che per realizzarlo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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