Parte a ottobre la nuova avventura in B della pallamano cameranese

Camerano. Torna come una bomba, l’APD Pallamano di Camerano, dopo due anni di stasi per cambio società. I giocatori hanno vissuto due anni strazianti, ma ora ritornano in campo, con un obiettivo che, se centrato, guarirà le lesioni che questo periodo morto ha portato: la seria A. Ebbene sì, la squadra di pallamano di Camerano (serie B maschile), torna in campo cercando di volare più in alto che si può. La squadra è sempre più forte grazie dall’arrivo di nuovi giocatori da Osimo e San Biagio, e darà sicuramente filo da torcere agli avversari: non si batteranno solamente con squadre marchigiane ma pure con sodalizi abruzzesi.

Rosalba Rubini, vice presidente della Apd Pallamano Camerano
Rosalba Rubini, vice presidente della Apd Pallamano Camerano

C’è chi mormora che questa squadra ha la stoffa per vincere, ma l’allenatore Marco Cardogna ribadisce il luogo comune di restare umili; siamo certi che arriveranno alla vittoria in silenzio, a testa bassa e per un doppio trionfo.

D’altro canto il passato della società è glorioso: Camerano ha sempre avuto talenti in questa disciplina e per molti anni ha militato in serie A femminile. Come dimenticarlo? E su questi trascorsi, con coraggio e tenacia, si può tornare a costruire qualcosa d’importante.

Noi cerchiamo di arrivare in alto, se la meritano questi bravi ragazzi una soddisfazione!” Ha esordito la vicepresidente Rosalba Rubini, magari sognando i bei tempi quando ancora giocava e faceva la storia della cittadina.

I problemi ci sono, inutile nasconderli: carenza di strutture e poche ore per allenarsi, ma la squadra è positiva e non demorde. Ci tiene a far bene davanti al suo pubblico.

L’allenatore Cardona vuole bene ai suoi giocatori.

“Sono bravi ragazzi, s’impegnano, e personalmente ci vado molto d’acccordo – ha sottolineato – non è mai successo che qualcuno se ne sia andato perché non si trovava bene con me o con la squadra. Anzi, di giocatori ne sono arrivati in quantità”.

Altri problemi?

“Problemi ce ne sono sempre, ma l’importante è saper ascoltare con umiltà e tutto ri può risolvere.”

Ogni parola spesa con questa società produce dosi massicce di positività. Sembra quasi vivano in un mondo perfetto, dove i problemi non ci sono e se ci sono non incidono. Segno, tutto ciò, di un’armonia e una serenità di fondo, con la serietà e l’applicazione di una squadra capace di annullare tutto ciò che è negativo.

Le parole del mister si sposano con quelle dei giocatori.

Lorenzo Osimani, Giovanni Beducci  , Matteo Recanatini ,Roberto Scandali, Paolo Recanatini, Alessandro Marseglia,Andrea Badialetti, Giorgio Mazzoni, Davide Cirilli,Alessio Monaci, Elia  Campanale, Samuele Boccolini, Giacomo Fabiani e  l'allenatore Marco Cardogna
Apd Pallamano Camerano, stagione 2016/2017: Lorenzo Osimani, Giovanni Beducci, Matteo Recanatini ,Roberto Scandali, Paolo Recanatini, Alessandro Marseglia, Andrea Badialetti, Giorgio Mazzoni, Davide Cirilli, Alessio Monaci, Elia Campanale, Samuele Boccolini, Giacomo Fabiani e l’allenatore Marco Cardogna

“La Squadra è una famiglia. Siamo cresciuti insieme, fin da bambini, siamo fratelli – ha confermato Paolo Recanatini, 27 anni, di Camerano -. Il Mister poi è un grande, è il nostro fratello maggiore che ci è sempre stato vicino anche durante questi anni difficili”.

“Sono abbastanza tranquillo – gli fa eco Alessio Monaci, 24 anni, anch’esso di Camerano – mi sto riprendendo da un infortunio e quindi sono carico per affrontare questo campionato alla grande. E’ stata dura, per questo mi sento molto spronato”

Questo, in sintesi, lo spirito che si respira all’APD Pallamano di Camerano. Nel bene e nel male, è un’associazione molto unita. Forza ragazzi, portate in alto il nome della nostra cittadina!


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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