Pallamano Camerano tocca il fondo a Ferrara

L'Estense si impone sui gialloblù per 23-19

ESTENSE FERRARA – PALLAMANO CAMERANO 23-19 (13-11 pt)

Ferrara, 17 marzo 2019 – La Pallamano Camerano cade a Ferrara. I gialloblu vengono battuti in casa dell’Estense per 23-19 ed incappano in un’altra sconfitta. Una sfida che ha visto i ragazzi di coach Sergio Palazzi rincorrere sempre i padroni di casa e non riuscire a passare in vantaggio nel corso del match.

Il nuovo organico della Pallamano Camerano 2018/2019

Dopo otto minuti di gioco, i gialloblu si trovano sotto per 5-2. I cameranensi impattano sul 6-6 al 17′ con Covali riuscendo a ricucire lo strappo ma non basta, i locali negli ultimi scampoli della prima frazione tornano avanti sul 13-11.

Nella ripresa la sfida si mantiene in equilibrio fino al 12′ poi l’Estense piazza un break mortifero di 5-0 che si rivelerà decisivo. La Palazzi band non riesce più a ricucire il margine ed alla fine i padroni di casa vincono per 23-19.

Una sconfitta pesante – commenta coach Sergio PalazziNon siamo riusciti a sfruttare una buona difesa con una seconda fase che non è stata ai nostri livelli. In attacco, ancora una volta abbiamo sprecato troppo. L’Estense ci ha messo tanta intensità e ha avuto la meglio. Ora noi e Modena siamo isolati in fondo alla classifica. Ci sono ancora quattro gare e l’obiettivo salvezza è assolutamente raggiungibile“.

Il Tabellino

ESTENSE FERRARA: Pavani, Sgambero, Di Maccio 7, Sacco 3, Ghiglioni 4, Zanghirati 2, Bandera, Janni 2, Baldo, Saletti 1, Malagiola 4, Macalli, Ziosi, Rondinelli, Stagni, Turrin, All. Giacomel

PALLAMANO CAMERANO: Badialetti 5, Boccolini 1, Cirilli 2, Gardi 1, Marinelli G. 1, Recanatini, Sabbatini 1, Sanchez, Scandali, Selmani, Grilli 3, Manfredi, Covali 5, Guerrero. All. Palazzi

Arbitri: Carrera – Rizzo

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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